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Archivio › Fuori Binario n. 283 · Aprile 2026

PSICOLOGIA

Via libera

Guido Leoni · Fuori Binario n. 283, Aprile 2026

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Rubrica: PSICOLOGIA | Autore: Guido Leoni

Una storia positiva. Dopo lunghi lavori di restauro, la casa di Guido è pronta. Una metafora azzeccata per un percorso impegnativo.

Sono entrato a Fuori Binario tramite una convenzione dell'ASL. Sono seguito da uno psichiatra e questa esperienza è iniziata come l'ennesima possibilità di fare qualcosa, vedere gente, uscire di casa. Da pochi giorni la convenzione è stata chiusa. L'avventura prosegue in una nuova veste: ora svolgo le stesse mansioni a titolo volontario in qualità di libero cittadino. Continuerò a rispondere delle mie "malefatte" alla Presidente, non sarò più tenuto a fare verifiche periodiche all'interno di un progetto supervisionato da un educatore. Non sono guarito: ho imparato a farcela senza questo supporto. Le figure coinvolte, in seguito ai colloqui, l'hanno confermato. È stata una conclusione positiva.

Per usare una metafora di come mi fa sentire... come se avessi congedato un muratore dalla mia casa. Quando ero piccolo in casa c'erano corti circuiti, incendi, inondazioni, terremoti. Fino a vent'anni ho retto da solo, poi sono scoppiato e ho chiesto aiuto. Una squadra di tecnici ha invaso la casa e ha cominciato a lavorare per me. Inizialmente l'architetto (lo psichiatra) ha deciso per me.

Poi nel tempo sono diventato protagonista del mio restauro. Ma fino a poco tempo fa tutti questi tecnici (l'assistente sociale, l'amministratrice di sostegno, la referente dell'arteterapia, l'educatore professionale, etc.) svolgevano nella mia mente, anche se meno ricercati, un ruolo paragonabile a quello genitoriale. Parallelamente è stata stabilita la revoca dell'amministratrice da sottoporre al giudice. Sono pronto per riappropriarmi di molte parti della casa.

Avete mai visto un imbianchino occupare per vent'anni un monolocale per il suo restauro? Eppure nel mio caso è stato così: un po' ce n'era davvero bisogno, un po' l'imbianchino era scrupoloso, un po' io sono apprensivo. Un proprietario molto pauroso delle macchie, spaventato dalle bolle d'umidità, intimidito dai segni del tempo, terrorizzato da piccole crepe farebbe questo. Nel mio caso, però, c'è stata un'alluvione, e si sa che per asciugare tutta quell'acqua sudicia ci vogliono davvero decenni.

La cura, l'impegno, l'attenzione possono essere premiate. Alla fine potrebbe restare l'incontro periodico con lo psichiatra, come un tagliando obbligatorio, e fine. Questo sarebbe l'obiettivo di ogni terapia. Conosco persone con le mie stesse diagnosi che non hanno avuto bisogno di un percorso così impegnativo, o più spesso ne avrebbero avuto bisogno ma hanno preferito gestirsela in altro modo, oppure non sono stati capaci, per paura, diffidenza, fragilità... di affrontare un lungo lavoro su di sé.

Ora anch'io farò questo semplice tagliando come la maggioranza, con qualche consapevolezza e forse una stabilità in più conquistata col sudore. Ringrazio chi mi ha accompagnato fino a qui.

Uscito sul numero 283 (Aprile 2026). Leggi nel PDF · Sfoglia il numero