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MILLE FOGLIE
Il cipresso di Via Alderotti
Valentina Nicastro · Fuori Binario n. 283, Aprile 2026, pagina 10
!Pagina 10 del numero 283
Rubrica: MILLE FOGLIE | Autore: Valentina Nicastro
Stavolta andiamo insieme nel quartiere 5 della città di Firenze, il quartiere di Rifredi. Ci troviamo nella zona di Careggi, un'area densa di sofferenza per le storie che ogni ospedale porta con sé, e ci avviamo lungo via Taddeo Alderotti, o Alderotto (Firenze, 1215 - Bologna, 1295), la strada che porta il nome di un medico e anatomista italiano, considerato il più celebre medico del Medioevo, citato ben due volte dal Sommo Poeta, una nel Paradiso e una nel Convivio. Una strada trafficata, soffocante... un posto dal quale si vorrebbe solo scappare.
Ebbene, in via Pietro Grocco, traversa di via Alderotti, da oltre un secolo ha preso casa un cipresso vetusto, una pianta venerabile, rimasta indenne dal tempo travagliato che è trascorso.
Molto probabilmente il cipresso di via Grocco era parte di un viale che portava - a pochi centinaia di metri - alla Villa Lorenzi, villa del 1500 sotto il colle dei Montughi. Il Cipresso, tecnicamente "Cupressus sempervirens", secondo la tradizione è simbolo di mestizia, di ritiro in se stessi per la meditazione, per soffrire il dolore di affetti perduti e per ricordare in austero raccoglimento persone scomparse.
Quel cipresso, la cui cima supera i palazzi di oggi, non è solo una pianta: è un patrimonio verde che tenacemente dona la sua ombra il suo ossigeno, la sua bellezza, e un riparo per chissà quante creature alate e non, in una città di asfalto, cemento, calcestruzzo, in un rosario di semafori, parcheggi inestricabili, viabilità distopica.
Sento, guardando quel silenzioso vivente pieno di pazienza e umiltà, tanta gratitudine. Ogni giorno dell'anno aspetta il vostro sguardo ammirato per continuare a vivere a testa alta, bene comune prezioso.
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Uscito sul numero 283 (Aprile 2026), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
