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Archivio › Fuori Binario n. 282 · Marzo 2026 › pagina 13

SICUREZZA SUL LAVORO

Morti prevedibili ma l'obiettivo era il massimo profitto

V.B. · Fuori Binario n. 282, Marzo 2026, pagina 13

Fallimento sistemico. Così si è chiusa la perizia richiesta dalla procura di Prato per la strage dell'Eni di Calenzano. Gli ingegneri incaricati dal tribunale hanno scritto, nero su bianco, che l'esplosione si poteva evitare, bastava fermare il carico del carburante durante i lavori di manutenzione alla pensilina. E allora perché è stato commesso un errore così grossolano nelle procedure? Perché fermare le autobotti sarebbe costato 250mila euro. Allora tanto valeva rischiare la vita di cinque lavoratori.

Purtroppo Eni non è un caso isolato. Nel 2025 gli infortuni sul lavoro in Italia, secondo i dati dell'Inail, sono aumentati dell'1,4%, 1093 sono stati i morti, tre in più dell'anno scorso, 8 di loro erano studenti. 14 sono stati gli incidenti plurimi con 33 morti complessivi. Un leggero calo si registra in Toscana, dove gli incidenti sono scesi dello 0,91% e si contano 67 morti. Dati allarmanti, che ci parlano di un paese in cui la vita di chi lavora non vale niente, basta correre sempre più veloce e fare sempre più profitti, fino alla prossima strage.

È questo il fallimento del sistema, non una pura casualità e nemmeno una questione di cultura della sicurezza. Finché si continuerà a mettere il profitto davanti a tutto, che sia la vita dei lavoratori o la tutela dell'ambiente o la sicurezza di chi vive intorno agli impianti produttivi, ogni anno ci ritroveremo a contare i morti e magari a indignarci, senza però avere la forza di cambiarlo questo sistema. L'unica giustizia è quella dei tribunali e arriva postuma.

L'altra strage del nostro territorio, quella del cantiere dell'Esselunga in via Mariti dove sono morti cinque lavoratori, è arrivata alla chiusura delle indagini e anche in questo caso l'atto di accusa è chiaro: "Gravi errori di progettazione per inseguire la massimizzazione del profitto". A provocare il disastro, scrivono i pubblici ministeri nell'avviso di conclusione delle indagini notificato a cinque persone e a tre società, l'errore di progettazione della trave che cedette provocando il collasso dei solai. Il motivo? "Un risparmio di spesa ottenuto con il mancato affidamento della progettazione a professionisti esterni e con impiego di personale numericamente inadeguato". Tradotto: si voleva risparmiare e allora ci siamo presi il rischio. Tanto la vita mica era la nostra.

Pagina 13 del numero 282 Uscito sul numero 282 (Marzo 2026), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero