Archivio › n. 282

Archivio › Fuori Binario n. 282 · Marzo 2026 › pagina 4

REFERENDUM

Imparziali solo se liberi

La riforma della giustizia avrebbe pesanti conseguenze anche sulle cause di lavoro. Ecco perché votare NO

Danilo Conte · Fuori Binario n. 282, Marzo 2026, pagina 4

Accettereste che l'amministratore del vostro condominio venisse scelto estraendo a sorte? No di certo; si tratta di funzione troppo delicata: l'ascensore, le luci delle scale, le pulizie, la facciata, le liti coi vicini. Insomma no. L'amministratore ce lo vogliamo scegliere: ci riuniamo e lo votiamo. E il Presidente o il direttivo dell'associazione di cui fate parte? Che sia un'associazione politica, sportiva, di volontariato, del tempo libero. Il Presidente e il direttivo li vogliamo eleggere, per garantire la democraticità degli organi ed essere certi che gli iscritti siano adeguatamente rappresentati. E se un Preside va in classe di vostro figlio e dice che d'ora in poi i rappresentanti degli studenti o dei genitori non saranno più democraticamente eletti ma sorteggiati, non pensereste che denota evidenti segni di squilibrio? Dove mai s'è visto un organo i cui membri sono estratti a sorte?

La giustizia come una lotteria

Ebbene quella appena descritta è la soluzione adottata dalla legge di riforma costituzionale per l'organo di governo della magistratura: il CSM, anzi i CSM, perché d'ora in poi ce ne saranno due, uno per i giudici ed uno per i pubblici ministeri. Bisogna avere una bella faccia tosta e una volontà distruttiva dell'assetto costituzionale senza precedenti, per spacciare questa riforma come una soluzione che permetterà alla Giustizia di funzionare meglio. Un organo di rango costituzionale con compiti delicatissimi i cui componenti sono estratti a sorte. Ma qualcuno ci crede davvero? Qualcuno è davvero convinto che i grandi problemi che ha la giustizia, la lentezza dei processi, la mancanza di personale e di mezzi di cui sono responsabili governi e parlamento, la farraginosità di alcune procedure, le cattive prassi di cui sono colpevoli giudici e avvocati, si possano risolvere estraendo a sorte i membri del Consiglio Superiore della Magistratura, un organo dove dovrebbero sedere i migliori, i più esperti, quelli con maggiore esperienza, quelli più incorruttibili?

Giudici fedeli al governo

Abbiamo quindi una prima certezza. La riforma su cui dovremo votare è anzitutto assurda e del tutto scollegata dagli obiettivi che dichiarano di voler perseguire i suoi sostenitori. Ma allora perché? Preso atto che l'obiettivo dichiarato è irraggiungibile, occorre cercare quello vero, nascosto e non dichiarato. Se leggiamo meglio veniamo a scoprire che questi due nuovi CSM sono formati, come quello attuale, da due componenti. Ma, con la riforma, la componente dei magistrati viene eletta tirando a sorte tra tutti i magistrati, mentre la componente eletta dai politici viene estratta a sorte da un elenco ristretto di esperti, nominati dalla maggioranza parlamentare, ossia dalla stessa maggioranza di governo. Quindi questa maggioranza molto verosimilmente formerà un elenco costituito interamente da persone "amiche" del governo o quanto meno che la pensano come il governo. Ma a questo punto è evidente che quelli che sono "amici" del Governo (sia che il governo sia di destra sia di sinistra) avranno molto probabilmente la maggioranza dentro questi due nuovi organi; poiché i membri eletti dalla maggioranza di governo saranno tutti in blocco dalla stessa parte e difenderanno le stesse posizioni, mentre gli altri si disperderanno nella varietà delle mille idee e posizioni possibili, essendo demandata la loro nomina ad una estrazione tra le migliaia di magistrati.

Un NO per essere liberi

Ecco dunque l'obiettivo che persegue la riforma. I due futuri Consigli Superiori della Magistratura avranno una granitica componente politica selezionata, preparata e fedele alla maggioranza e al governo e una componente della magistratura frammentata, probabilmente inesperta, demandata alla sorte. I due CSM saranno quindi nelle mani della maggioranza di governo. E lo stesso vale per l'altro organo che questa riforma introduce per la prima volta ossia l'Alta Corte disciplinare che si occuperà dei procedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati. Nessun problema? Non è così. Bisogna infatti ricordare che questi organi (CSM ed Alta Corte) decidono, le carriere, le nomine, l'assegnazione degli incarichi dirigenziali, i procedimenti disciplinari, i trasferimenti, le assegnazioni a questa o a quella funzione. Il risultato di questa riforma, qualora dovesse vincere il sì, sarà che i Giudici saranno meno autonomi: se emettono sentenze che non sono gradite alla maggioranza di governo, per esempio, questa, mediante il controllo sui CSM e sull'Alta Corte, potrebbe decidere che quel giudice non farà carriera o sarà trasferito ad altre funzioni o sarà, addirittura, sottoposto a procedimento disciplinare. Vogliamo davvero questo?

Cosa succede alle cause di lavoro?

Un operaio, un lavoratore che intenta causa ad una grande società deve essere sicuro che il Giudice che ha di fronte decida la sua causa liberamente, secondo legge, privo di condizionamenti, senza la paura di emettere una sentenza non gradita ad un imprenditore molto potente, magari "amico" o sostenitore del Governo o addirittura finanziatore dei partiti di governo. Quel giudice rischierebbe di non decidere liberamente o serenamente. Gli attacchi ai magistrati di questi giorni, le critiche esplicite del governo che non condivide alcune sentenze, lo confermano. Oggi il Governo si limita alle dichiarazioni, un domani avrà il potere di intervenire direttamente contro il giudice che ha preso una decisione che non condivide.

La vittoria del Sì non migliorerà i reali problemi della giustizia e renderà la magistratura meno indipendente dalla politica. Non è questione di destra e sinistra. Bisogna opporsi a questo disegno anche a tutela dei giudici di destra, affinché siano liberi ed indipendenti da futuri governi di sinistra. La divisione dei poteri, quello giudiziario, separato da quello politico, è un pilastro della democrazia. Per questo al Referendum voterò convintamente NO.

Pagina 4 del numero 282 Uscito sul numero 282 (Marzo 2026), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero