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Il sasso e la mano

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 282, Marzo 2026, pagina 16

Lanciare il sasso e nascondere la mano. Sembra essere questa la strategia della destra. Due gli episodi più recenti in provincia di Firenze, a Calenzano e a Bagno a Ripoli.

A fine gennaio, la consigliera di FdI di Calenzano Monica Castro è balzata agli onori della cronaca nazionale, per aver criticato la scelta dell'amministrazione di stringere un patto di amicizia con Jenin: "Non si poteva andare a fare un gemellaggio con l'Austria che sono ricchi? Venivano qui e ci portavano qualche risorsa. Noi dobbiamo andare da quelli storpi, tutti ridotti male, senza casa, senza nulla, non riconosciuti". Queste le sue parole, salvo poi dire che, ovviamente, era un discorso ironico. Intanto però quelle parole sono state pronunciate, in una sede istituzionale.

Poche settimane dopo è stata la volta dei consiglieri di FdI di Bagno a Ripoli, che hanno chiesto di istituire una sorta di schedatura dei docenti in base all'orientamento politico. Nella mozione presentata si chiede di identificare l'orientamento insegnato e voluto dal corpo docente e dalla dirigenza scolastica, facendo anche degli esempi di denominazione: politicamente schierata a sinistra, ideologicamente comunista, favorevole alle teorie lgbtq+, antiamericana, antisionista, antifascista ecc… Salvo poi dichiarare, due giorni dopo, che è stata una provocazione. Quindi, ancora una volta, si fa a chi la tira più grossa e si rimane a guardare.

Del resto, poche settimane prima il Ministero aveva chiesto alle scuole di censire gli alunni palestinesi, con una circolare che probabilmente non avrà nessuna conseguenza reale, ma intanto si è buttata lì la possibilità di una schedatura in base alla razza e la prossima volta a qualcuno non sembrerà poi così strano. È un gioco pericoloso, questo, di tirare il sasso e nascondere la mano, perché entra lentamente e profondamente nell'opinione pubblica e apre la strada allo smantellamento della democrazia.

Lo hanno capito bene le comunità colpite da questi due episodi, che sono scese in piazza, sia a Calenzano che a Bagno a Ripoli, per ribadire valori come la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà, la pace. Hanno manifestato, fieramente antifasciste e con quella strana convinzione che l'Italia sia una democrazia e non l'anticamera di un regime.

Pagina 16 del numero 282 Uscito sul numero 282 (Marzo 2026), a pagina 16. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero