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CONTROVENTO

Rete Pace e Disarmo

Fuori Binario · Fuori Binario n. 280, Gennaio 2026, pagina 2

!Rete Pace e Disarmo - manifestazione

Sezione: CONTROVENTO | Autore: Fuori Binario

Le associazioni unite contestano il riarmo che abbatte i diritti delle persone e depotenzia stato sociale e servizi pubblici

Se siete senza casa, la pensione non l'avrete mai, avete smesso di curarvi perché non potete permettervi la sanità privata, spostarvi con i mezzi pubblici è un calvario, sappiate che la spesa militare italiana sta bene e se ne frega dei vostri diritti: il bilancio del Ministero della Difesa nel 2024 ha superato per la prima volta i 29 miliardi di euro (+12,5% rispetto al biennio 2022-2023).

Ad analizzare e rendere trasparenti questi dati è la Rete italiana Pace e Disarmo un network di decine di gruppi, associazioni, sindacati, movimenti della società civile che da anni si batte nella costruzione della pace nel nostro paese, attività urgente e necessaria nel momento in cui la deriva politica - italiana ed europea - punta al riarmo tagliando diritti e stato sociale.

"Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra". La frase di Gianni Rodari è il loro mantra. Nel passato sono stati protagonisti di campagne importanti come quelle per il controllo dell'export di armi e la difesa della Legge 185/90, Stop Bombe in Yemen, NO F-35, Difesa Civile non armata e nonviolenta, disarmo nucleare, IoAccolgo, Pace Diritto Giustizia in Israele/Palestina, Stop Killer Robots e via dicendo.

La Rete è anche promotrice della grande Coalizione "Europe For Peace", creata nel 2022 come risposta del movimento pacifista italiano ed europeo alla guerra in Ucraina, ambito in cui hanno promosso anche le Carovane della Pace "Stop The War Now".

Oltre ad essere presenti nelle piazze contro la guerra, la Rete compie un prezioso lavoro di studio e analisi delle politiche economiche di morte. Il report ZeroArmi ad esempio valuta l'esposizione bancaria italiana verso l'industria delle armi analizzando il grado di coinvolgimento del sistema bancario nel settore militare, focalizzandosi sulla trasparenza e sul dialogo critico con le stesse banche. Altro strumento figlio dell'impegno della Rete è il libro "Economia a mano armata. Spesa militare e industria delle armi in Europa e in Italia" che documenta le politiche di riarmo e le loro conseguenze, le dinamiche che alimentano i conflitti e le alternative possibili.

Uno spazio importante viene dedicato alle storie e alle esperienze di riconversione dal militare al civile, dalle mine Valsella alle bombe Rwm in Sardegna, e si esplora la nuova frontiera delle produzioni militari, quella delle piattaforme digitali, mostrando come le grandi imprese Usa del settore - Amazon, Google, Microsoft - sono sempre più coinvolte nelle commesse militari applicando alla guerra le tecnologie digitali finora sviluppate in campo civile.

Non mancano gli appelli alle istituzioni. La Rete chiede ai governi e ai parlamenti europei di fermare "l'azione criminale, di pulizia etnica, di punizione collettiva del governo israeliano nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania". Non mancano le idee e le proposte: riconoscere lo Stato di Palestina, sospendere la cooperazione militare, l'acquisto e la vendita di armamenti con e da Israele, sospendere l'accordo di partenariato Ue/Israele, rispettare e applicare le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia per violazione della Convenzione contro il genocidio e quelle della Corte Penale Internazionale rispetto ai responsabili di crimini di guerra e contro l'umanità, restituire piena agibilità alle agenzie ONU e opporsi ad ogni piano di deportazione della popolazione palestinese fuori dalla loro terra e chiedere il ritiro dell'esercito israeliano dai territori palestinesi.

Nel report "Addio alle armi, contro il riarmo per un'economia civile e disarmata", si analizza il ricatto della Nato alle democrazie europee con la richiesta di aumento della spesa militare al 5%. Risorse che definanziano ciò di cui abbiamo bisogno per vivere in sicurezza (quella vera), cambiando le priorità della spesa pubblica italiana sempre più incapace di contrastare la demolizione dei diritti fondamentali - sanità, casa, istruzione, trasporti - mettendo così in stato di mora la nostra democrazia.

Fuori Binario si oppone quindi, con la Rete italiana Pace e Disarmo, ai piani dell'Unione Europea di spendere altri 800 miliardi di euro in armi. Saranno 800 miliardi di euro rubati. Rubati alle politiche sociali, alla costruzione della pace, alla cooperazione internazionale, a una giusta transizione e alla giustizia climatica. Andranno a finanziare i produttori di armi in Europa e negli Stati Uniti e uccideranno centinaia di migliaia di persone.

La guerra a casa nostra sarà più probabile, avremo più debito pubblico e politiche di austerità. Non abbiamo bisogno di più armi; non abbiamo bisogno di prepararci ad altre guerre. Abbiamo bisogno di un piano totalmente diverso: una sicurezza reale, sociale, ecologica e comune per l'Europa e per il mondo.

Info retepacedisarmo.org/

Pagina 2 del numero 280 Uscito sul numero 280 (Gennaio 2026), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero