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DAL BASSO

Per un carcere di cristallo

Stefano Cecconi · Fuori Binario n. 276, Settembre 2025, pagina 6

!Per un carcere di cristallo

Sezione: DAL BASSO | Autore: Stefano Cecconi

La denuncia dei volontari di Sollicciano: struttura fatiscente, sezioni al collasso, situazione invivibile. Servono fatti, non proclami

La visita del sottosegretario Del Mastro e di alcuni deputati di Fratelli d'Italia al carcere fiorentino di Sollicciano risale ormai ai primi di maggio 2025. Non sembrava esattamente dettata dalla frase di Papa Francesco "Perché voi e non io?", pronunciata nella sua ultima visita a Rebibbia per l'apertura della porta Santa a fine 2024.

Nelle dichiarazioni rilasciate dalle forze di governo all'uscita della casa circondariale si parla di: - lavori di ristrutturazione ingenti, il cui appalto però risultava bloccato e non poteva ripartire prima di fine anno (al momento i lavori risultano ripartiti solo in una della 13 sezioni del carcere) - nomina della Direttrice (ora nominata ma pro tempore) - sforzo "titanico" per nuove assunzioni di agenti di polizia penitenziaria, guanti antitaglio, scudi, caschi e la costituzione di un gruppo di intervento rapido per sedare le rivolte, mentre non si fa riferimento ai mediatori culturali e altro personale specializzato nel reinserimento sociale; - l'abbattimento del carcere di Sollicciano veniva citato come una possibilità, al momento non praticabile, mentre in altri istituti in Italia il sovraffollamento viene gestito, provvisoriamente, con strutture prefabbricate.

Come volontari che giornalmente entrano in carcere non possiamo che essere preoccupati. La situazione della sezione accoglienza è al limite del collasso: celle spesso allagate, diffuso stato di abbandono e sporcizia, con detenuti con evidenti problemi psichiatrici reclusi lì perché non si riesce a gestirli al centro clinico.

Ci attendono mesi complicati con infiltrazioni di acqua, aree inagibili, mancanza di attività e di lavoro, area soffocante d'estate, freddo d'inverno, muffa, cimici che pungono i detenuti in cella, atti di autolesionismo se non più gravi, difficoltà operative e psicologiche sia per chi lavora all'interno del carcere sia per i detenuti.

Gestire un carcere come Sollicciano è una cosa complessa che non si risolve con slogan e proclami. Noi come cittadini e cittadine non possiamo che continuare a essere presenti, vigilare ed evidenziare tutte le mancanze.

Il carcere di Sollicciano è fuori dalla città ma andrebbe riportato dentro le "mura". Firenze è città di turismo (troppo), facciate rinascimentali, musei, arte. Le facciate interne ed esterne di Sollicciano sono invece muri di cemento armato, grigi, che incutono timore e tristezza. Perché non farli diventare murales, opere d'arte, far conoscere anche ai cittadini dell'area metropolitana questa parte della città dove vivono, mangiano, dormono, lavorano circa 1.000 persone? Perché non farli diventare muri colorati, vivi e forse trasparenti come nella favola di Gianni Rodari?

"Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano".

(Il racconto Giacomo di cristallo è in "Favole al telefono" di Gianni Rodari).

Pagina 6 del numero 276 Uscito sul numero 276 (Settembre 2025), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero