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DAL BASSO

Il dovere di raccontare

Maddalena Giannelli · Fuori Binario n. 275, Estate 2025, pagina 6

!Il dovere di raccontare

Sezione: DAL BASSO | Autore: Maddalena Giannelli

Un murales in piazza Nannotti è l'ultima azione di Florence Must Act: dall'indignazione tante iniziative nel segno dell'accoglienza

Piazza Nannotti, dietro piazza Alberti, cuoce al sole ardente dei primi giorni di giugno. Una bambina in bicicletta e un cane si rincorrono, un gruppo di persone è riunito attorno al casotto arancione al centro della piazza mentre quattro artisti di strada stanno realizzando un grande murales sulle pareti di un piccolo edificio. Si tratta del graffito in omaggio a Ousmane Sylla e Moussa Balde, morti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, le "nostre" strutture di detenzione amministrativa per persone straniere.

L'omaggio a Ousmane e Moussa è stato voluto dal gruppo di attivisti e attiviste di Florence Must Act. "Quest'opera fa eco a quella realizzata a Roma questo inverno", mi dicono i ragazzi che hanno preso parte al progetto. Anche a Roma, infatti, i grandi volti dei due ventenni risaltano tra i tanti murales del Parco delle Energie.

Florence Must Act nasce nel settembre 2020, a seguito dell'incendio nel campo profughi greco di Moria, sull'Isola di Lesbo, avvenuto nella notte tra l'8 e il 9 settembre. Allegra Salvini, che in quel campo ci ha vissuto e operato per 6 mesi, chiama l'amico Giacomo Alberto Vieri: "Dobbiamo organizzare qualcosa", si dicono.

Contattano alcune associazioni fiorentine e coinvolgono le persone a loro vicine per manifestare insieme e chiedere l'evacuazione immediata dei campi profughi di Lesbo. Così nasce Florence Must Act: un ritrovo improvvisato e forse ancora intimorito dal clima del Covid, ma attivo e comunitario, animato dallo sdegno e dalla volontà di provare a fare qualcosa per i richiedenti asilo, che ancora oggi vivono una drammatica realtà.

Il gruppo fiorentino, ispirandosi al più grande Europe Must Act, cerca di portare una narrativa diversa sui migranti, che abbatta gli stereotipi e i pregiudizi "occidentalisti". Una narrazione che ascolti le storie delle persone e che sia pronta non solo a costruire alternative di accoglienza e inclusione, nelle quali tutti e tutte possano avere pari opportunità, ma anche a trasformare queste storie in racconti e testimonianze. Il mezzo che utilizza è quello dell'arte, della letteratura, dei flash mob e delle più varie forme di spettacolo: dalla presentazione di libri, a cicli di lezioni di filosofia delle migrazioni, a sit-in nelle piazze contro le politiche del governo sull'immigrazione, fino ad azioni più grandi, di cui raccontano con orgoglio, come quella del marzo 2022 quando, in occasione dell'anniversario degli accordi tra Unione Europea e Turchia del 2016, hanno manifestato con un gommone sull'Arno, tra Ponte Vecchio e Ponte Santa Trinita, portando uno striscione con la scritta "Europe Must Act // Accoglienza per tutti".

Ma Florence Must Act non è solo questo. È prima di tutto una coralità, fatta di uomini e donne, di tutte le età – dai venti ai settant'anni – che non lascia indietro nessuno. Anche l'intervista che faccio è un'intervista corale: ci apriamo a cerchio e ascolto voci diverse e diversi racconti.

Oltre ad Allegra Salvini, che dalla sua esperienza nel campo profughi greco ha scritto il libro Cartoline da Lesbo (pubblicato da Edizioni Clichy nel 2019), ci sono persone come Francesco Festini che ha fondato, nel 2019, l'associazione Casa Simonetta, che a Campo di Marte ospita sei ragazzi stranieri. Il desiderio di Francesco era quello di dare la possibilità alle persone migranti – le principali vittime dell'assurdo sistema di affitti fiorentino – di avere una casa in cui abitare, fondamentale aiuto nel cammino verso l'indipendenza. Il clima dell'appartamento vuole essere prima di tutto comunitario, per costruire legami con gli altri inquilini condividendo spazi e pasti. Come in una famiglia, ci sono alcune regole per la convivenza, tra queste, la più importante, è quella di parlare sempre italiano, in modo da aiutare i ragazzi a praticare la lingua, costruendo rapporti di fiducia.

Molte altre sono le iniziative che il gruppo porta quotidianamente avanti: l'accoglienza, il microcredito, la tutela legale e altri progetti. Dopo aver fondato, nel 2022, l'APS Italy Must Act, il gruppo fiorentino si apre e cerca di costruire una rete nazionale, affinché sempre più persone possano prendere parte ai movimenti di protesta. È ciò di cui oggi abbiamo forse più bisogno: la presenza di una cittadinanza attiva, comunitaria e indignata, davanti alla quale – con quel must di cui si fa paladina – anche le nostre più radicate pigrizie vacillano.

Pagina 6 del numero 275 Uscito sul numero 275 (Estate 2025), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero