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Rubriche - Millefoglie, Femminismi, Un mondo ganzo
Vari (Valentina Nicastro, Marta Benettin, Fabio Bussonati) · Fuori Binario n. 270, Febbraio 2025, pagina 12
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Il platano di Villa Montalvo
Rubrica: MILLEFOGLIE | Autore: Valentina Nicastro
Si dovrebbe approfittare di ogni occasione, così come d'inverno si approfitta di ogni raggio di sole. E fra le occasioni da non mancare in questa nostra breve esistenza ci sono gli appuntamenti con gli alberi, individui di poche parole e molta magia, che arricchiscono di aria e di saggezza il complicato presente di noi umani. Un incontro da non rimandare ulteriormente è quello con il platano della Villa Fattoria Montalvo, nel comune di Campi Bisenzio. È alto 28 metri e la sua chioma ha un diametro di 25 metri, per età e imponenza è stato inserito nella lista degli alberi monumentali della Regione Toscana. Lo troverete nello stesso posto di sempre, non lontano da una magnolia di ben 300 anni: una coppia fuori dagli schemi perché lui ne ha 100 meno di lei. A ogni rendez-vous con questo colosso provo una profonda gratitudine, una meraviglia speciale fatta di confidenza e rispetto. Il platano monumentale (Platanus hispanica Mill) con i suoi oltre 200 anni è passato indenne attraverso tante guerre e tristi vicende, l'ultima delle quali è stata quando truppe tedesche si insediarono proprio in quel giardino. Malgrado ciò il patriarca verde è riuscito a sopravvivere fino ad oggi. Gli ho fatto visita nel 2021, appena usciti dall'incubo del lock-down e dopo l'alluvione del 2023, quando venne seriamente danneggiata la biblioteca comunale all'interno della villa, tutt'oggi inagibile. Lui però, continua a godere di ottima salute, in compagnia di un gruppo di stormi chiassosi tra i suoi vetusti rami. L'Italia ospita alcuni platani illustri: a Curinga in Calabria un platano monumentale vanta una circonferenza di 18 metri a petto d'uomo; a Pavia nell'orto botanico c'è un individuo che quest'anno compie 247 anni; e si racconta che Garibaldi in persona si sia arrampicato sui platani della piazza principale di Velletri (Piazza Garibaldi).
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Firenze città ideale per le donne?
Rubrica: FEMMINISMI | Autore: Marta Benettin
Il "Sole 24 Ore" ha da poco pubblicato i suoi rapporti sulla qualità della vita e Firenze si distingue con un risultato che fa riflettere: 36ª nell'indice generale, ma prima per qualità della vita delle donne. Un primato che merita uno sguardo più approfondito.
L'indice generale valuta parametri come ricchezza, lavoro, ambiente, demografia, giustizia e cultura. L'indice femminile, invece, aggiunge speranza di vita, studi e occupazione femminile, leadership, sicurezza e sport. Ma sono davvero sufficienti a raccontare la realtà delle donne? Dove sono le misure sull'accesso al welfare, sull'equilibrio vita-lavoro e sull'impegno familiare, fattori cruciali che pesano soprattutto per le fasce socio-economiche più deboli?
Firenze eccelle per occupazione, sport e amministratrici comunali (Funaro sindaca fa parte del 14% di donne che guidano i capoluoghi di provincia in Italia), ma è 103ª per denunce di violenze sessuali (dato in parte positivo: le donne si sentono di poter denunciare?), 68ª per imprese femminili e 47ª per amministratrici d'impresa.
E il contesto nazionale non aiuta. Nel Global Gender Gap Report del World Economic Forum, l'Italia quest'anno è scesa all'87° posto su 146 paesi, è tra i peggiori del "mondo occidentale" per parità economica, istruzione, salute ed emancipazione politica.
Il dato fiorentino è positivo, ma poco confortante. Se vogliamo davvero migliorare la qualità della vita delle donne, è indispensabile un approccio sistemico che completi gli indicatori con nuove metriche e li trasformi in politiche concrete. Essere primi sulla carta non basta.
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Una casa autosufficiente (che riusa anche gli scarti)
Rubrica: UN MONDO GANZO È POSSIBILE | Autore: Fabio Bussonati
Viste le sempre crescenti difficoltà nell'approvvigionamento dei combustibili fossili, sembrerebbe normale investire senza indugio nelle fonti energetiche rinnovabili ma altrove si preferisce comprare bombe invece di mulini a vento e noi dobbiamo adottare strategie di risparmio profondo.
Un nostro studio ha monitorato la vivibilità di una casa attrezzata con l'impiantistica minima indispensabile. In un appartamento di circa 70 metri quadrati con mura perimetrali di 50 centimetri e con finestre realizzate 35 anni fa, si sono isolate tutte le superfici che danno verso l'esterno con quattro centimetri di canapa e uno di legno lamellare, e un mobile su misura; il riscaldamento dell'acqua calda sanitaria è stato affidato ad uno scaldabagno solare di 3,50 metri quadrati integrato con una resistenza elettrica alimentata dalla rete, il riscaldamento e la cucina invernale sono affidati alla cucina economica che viene alimentata con le potature degli olivi che abbiamo in cura, e che anche quest'anno hanno dato abbastanza olio.
L'impianto elettrico è stato affiancato con una rete autonoma a 12 Volt alimentata da un pannello solare da 120 Watt e due batterie da 100 Ampere che supporta l'illuminazione. La vivibilità della casa è ottima, le bollette energetiche al minimo contrattuale e il consumo di legna per cucinare e riscaldare l'ambiente è di 4 quintali, circa un metro cubo che equivale a 100 litri di gasolio, cioè 1,43 litri al metro quadro.
Un mondo ganzo è possibile è anche un libro! Edito da Fuori Binario, raccoglie i primi sette anni della rubrica, con tutti i disegni dell'Autore. Lo potete richiedere in sede oppure al vostro venditore di fiducia.
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Uscito sul numero 270 (Febbraio 2025), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
