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ATTUALITÀ

Per Giulia, per tutte

Riccardo Boni · Fuori Binario n. 268, Dicembre 2024, pagina 5

!Attualità donne

Autore: Riccardo Boni

Un anno fa moriva Giulia Cecchettin, uccisa da un "bravo ragazzo". Intanto la morale del patriarcato continua a fare vittime

Il 1 febbraio del 1945 viene emanato il decreto legislativo n. 23 che sancisce il diritto di voto, per la prima volta in Italia, alle donne che avessero compiuto 21 anni. Una conquista storica per le donne italiane che avevano partecipato attivamente alla Resistenza e alla lotta armata contro il nazifascismo, uccise e torturate come e forse più degli uomini. Vigeva comunque (dopo la nascita della Repubblica italiana) l'articolo n. 587 (Delitto d'onore) e l'articolo n. 544 (Matrimonio riparatore) con condanne irrisorie dai 3 ai 7 anni, inoltre non era consentito il divorzio e l'aborto era illegale.

Dopo lunghe battaglie sociali, negli anni '70 vennero emanate prima la legge sul divorzio, poi quella sull'aborto e solo nel 1981, con la legge n. 442, vennero abrogati il delitto d'onore e il matrimonio riparatore. L'abrogazione di quest'ultima legge si deve al coraggio di una donna in particolare: Franca Viola, rapita e violentata. Viveva a Alcamo, una città siciliana che negli anni Settanta non brillava certamente come luogo evoluto per i diritti sociali. Franca Viola andò contro tutti e, appoggiata dai suoi genitori, rifiutò il matrimonio dichiarando: "Io non sono di proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare e sposare una persona che non rispetto. L'onore non lo perde chi certe cose le subisce, l'onore lo perde chi certe cose le fa subire".

1981-2024, sono solo 43 anni che abbiamo abrogato queste leggi da terzo mondo, ma poco è cambiato. Sì, le pene sono più pesanti, ma i femminicidi si succedono uno dopo l'altro con una media di uno ogni tre giorni (dati 2022-2023). È da questo retaggio culturale che nasce l'omicidio di Giulia Cecchettin, che mi ha colpito particolarmente per l'efferatezza e per il fatto che la persona che lo ha compiuto era considerato un "bravo" ragazzo di buona famiglia, laureato ed apparentemente "inquadrato".

Giulia, 22 anni, stava per laurearsi e sognava perché aveva tutta una vita davanti. Giulia ha fatto il solo errore di essere stata troppo buona con il suo ex, che la riteneva sua, e di rimanergli accanto come amica per non farlo soffrire… lui l'ha "ringraziata" con 22 coltellate, 22 come gli anni di Giulia, gettandola in una scarpata per poi scappare in Germania. I genitori del ragazzo, ormai non più ragazzo ma omicida, non potevano credere che avesse compiuto una tale cosa finché non è stato trovato il cadavere di Giulia. Tanto increduli che non trovavano il coraggio di andare a trovarlo in carcere per la vergogna, pensando di averlo educato nel migliore dei modi. Oggi, ad un anno di distanza, è in corso il processo.

Ma voi, vi sentite uomini solo quando umiliate una donna? Vi sentite uomini solo quando alzate la voce per impaurire o quando alzate le mani su di loro per sottomettere? Vi sentite uomini solo perché pensate alla vostra mascolinità? Ragionate solo con quella? Ma in testa cosa avete?

Uomo, pensa, ma chi ti ha messo al mondo? Una donna. Uomo, ma chi ti ha portato dentro di sé per nove mesi fornendoti sostanze nutritive importanti per farti crescere? Una donna. Uomo, ma chi ha rischiato la propria vita mettendoti al mondo? Una donna. Uomo, ma chi ti ha pulito il culo? Una donna. Uomo, ma chi ti ha nutrito con il suo latte donandotelo dal proprio seno? Una donna. Uomo, e adesso, oggi, chi stai uccidendo? Una donna. Uomo, ma sai perché stai uccidendo una donna? Perché sei solo un represso, incapace di confrontarti!

Pagina 5 del numero 268 Uscito sul numero 268 (Dicembre 2024), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero