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Archivio › Fuori Binario n. 262 · Maggio 2024 › pagina 5

PALESTINA

Oltre il crimine di guerra

Sara Benedetti · Fuori Binario n. 262, Maggio 2024, pagina 5

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Rubrica: PALESTINA | Autrice: Sara Benedetti

"Sanitari per Gaza" in centinaia a fianco delle vittime palestinesi mentre nella Striscia si continuano a distruggere gli ospedali

La rete dei "Sanitari per Gaza" nasce nel dicembre 2023 a Firenze. Raccoglie centinaia di operatrici e operatori sanitari di diverse città italiane, uniti dallo scopo di offrire solidarietà ai colleghi che operano nella striscia e al popolo palestinese sotto attacco.

A parlare a nome di Sanitari per Gaza per Fuori Binario è Saverio Benedetti, 47 anni, medico fiorentino di pronto soccorso: "Ci proponiamo di informare e sensibilizzare l'opinione pubblica su come la distruzione del sistema sanitario palestinese comporti conseguenze catastrofiche. Da un lato comporta un grandissimo aumento della mortalità generale per l'impossibilità di curare malati e feriti e dall'altro comporta un arresto della capacità riproduttiva della popolazione per l'altissimo numero di donne e bambini uccisi. Sono state soppresse oltre 10.000 donne di cui molte in gravidanza, c'è stato un aumento degli aborti spontanei del 300%, la mortalità neonatale già elevata è salita ancora di più e inoltre oltre 14.000 bambini e adolescenti sono morti sotto le bombe. Se il bombardamento di un ospedale è un crimine di guerra, la distruzione di un intero sistema sanitario è sicuramente qualcosa di molto più grave. Anche su questo si basa l'accusa di genocidio intentata dal Sudafrica contro Israele".

In questi mesi il loro impegno è stato instancabile. Numerosi gli incontri pubblici per informare sulla distruzione del sistema sanitario a Gaza e sulle catastrofiche conseguenze che questo comporta. Da menzionare anche la campagna per il boicottaggio dei farmaci TEVA (un'impresa farmaceutica israeliana che produce farmaci generici) e la redazione di un opuscolo dal titolo "Distruzione del Sistema sanitario a Gaza" che racconta in dettaglio il sistematico attacco agli ospedali. Ma il lavoro dei Sanitari non è solo divulgativo e di sensibilizzazione: "Il gruppo di Brescia, in collaborazione con l'associazione dei Medici Palestinesi in Italia, è riuscito a far arrivare attrezzature mediche a Rafah" racconta Benedetti.

Il divario tra "noi" e "loro" pare sempre più assottigliarsi mostrando un intreccio di destini che rende difficile voltarsi dall'altra parte: "Quanto sta accadendo a Gaza da un lato è una catastrofe umanitaria di proporzioni tali da giustificare un'accusa di genocidio, ma dall'altro è anche la distruzione del diritto internazionale che Stati Uniti ed Europa non hanno difeso nonostante le numerose violazioni. Anzi, mentre i tir carichi di aiuti sono bloccati al valico di Rafah e la popolazione muore di fame, hanno continuato a rifornire Israele di armi e munizioni. La Carta dell'ONU, la Convenzione di Ginevra, la Dichiarazione universale dei diritti umani, il principio di autodeterminazione dei popoli, la convenzione dei diritti dell'infanzia: tutto sembra diventato carta straccia. Gaza è un pericoloso precedente per tutti noi, per la pace e per il nostro futuro".

Una delle più importanti conquiste dei Sanitari per Gaza è stata la campagna sul ruolo del Console onorario di Israele e allo stesso tempo presidente della Fondazione Meyer. "Assieme ad altre associazioni e ai dipendenti dell'ospedale pediatrico fiorentino abbiamo raccolto oltre 10.000 firme chiedendo la sua destituzione. Ci sembra veramente un terribile paradosso che il console di uno Stato accusato di genocidio possa essere un degno rappresentante di un ente benefico quale l'ospedale dei bambini".

Sono diverse le categorie prese di mira dall'esercito israeliano oltre ai sanitari, una tra queste è la categoria dei giornalisti. Euro-Med Human Rights Monitor riporta che da ottobre ne sono stati uccisi 136. Secondo Benedetti "ci sono molti condizionamenti che impediscono di esprimere liberamente il proprio pensiero. Basti pensare all'intervento del direttore generale della Rai a Sanremo contro la frase pronunciata da Ghali 'Stop al genocidio'. I media promuovono la narrazione di Israele e censurano le iniziative a favore dei palestinesi. È facile essere accusati strumentalmente di antisemitismo. Immagino dunque che i giornalisti possano subire condizionamenti date le condizioni di precariato e ricattabilità in cui spesso lavorano. Del resto l'Italia non è certo ai primi posti per la libertà di stampa".

Dall'ottobre scorso una storia che ha segnato nel profondo Benedetti, sia come persona che come medico, è l'esecuzione del dottor Muhammad Zaher al-Nono: "È stato giustiziato all'interno dell'ospedale di Al Shifa in aprile scorso dai soldati israeliani perché si rifiutava di evacuare l'ospedale e di abbandonare i propri pazienti. Nessuno ne ha parlato".

Da sei mesi a questa parte la vita di molti è cambiata, anche se per Saverio Benedetti la vita non deve cambiare per forza: "Basterebbe non restare indifferenti, informarsi, farsi un'opinione così da non credere alla propaganda. Dovremmo anche avere bene presente tutti coloro che non hanno preso posizione per il cessate il fuoco e contro il genocidio e ricordarsene al momento del voto".

Pagina 5 del numero 262 Uscito sul numero 262 (Maggio 2024), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero