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ATTUALITÀ

Anticapitalismo o capitalismo perfetto?

Tommaso Martinelli · Fuori Binario n. 262, Maggio 2024, pagina 13

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Rubrica: ATTUALITÀ | Autore: Tommaso Martinelli

Giorni fa ho visto una vecchia trasmissione in cui erano invitati Pasolini e alcuni suoi ex compagni di liceo negli anni 1937-39 (programma: III B facciamo l'appello, 1971). Guardando il video mi sono fermato a riflettere su come maturò l'antifascismo negli adolescenti di allora cresciuti all'interno dello stato fascista e della sua propaganda. A quell'età i ragazzi sognavano di cambiare il mondo e gli invitati spiegano che la classe era divisa in due gruppi: chi, vedendo i limiti del sistema fascista, cercava il "fascismo perfetto" che avrebbe superato i problemi del momento e chi aveva maturato l'idea che il fascismo in sé fosse un sistema da cambiare radicalmente per trovare vie completamente nuove; quelli che oggi chiamiamo antifascisti.

La riflessione mi ha portato ai giorni nostri. Anche noi abbiamo conosciuto un unico sistema socioeconomico, il tecno-capitalismo globale, e vediamo gli enormi danni che questo causa (cambiamento climatico, inquinamento, estinzione di massa, guerre, migrazioni, psicopatologie, omologazione, solitudine, ecc.) danni che, se per una volta abbiamo il coraggio di guardarli per quel che sono, si mostrano peggiori di quelli causati da qualunque fascismo. Anche oggi, per analogia, potremmo quindi dividerci in due gruppi: chi persegue il sogno di un "tecno-capitalismo perfetto" (vedi "green new deal", "economia circolare", ecc.) capace di superare i suoi limiti, e chi invece pensa che quello attuale sia un sistema che va cambiato alla radice; questo gruppo potrebbe essere chiamato oggi degli "anticapitalisti". Forse questa sarebbe la sola contrapposizione politica degna di nota in un momento in cui le alternative appaiono sempre parziali. Bisognerebbe avere il coraggio di parlare nuovamente di "anticapitalismo" per metterlo a confronto con il "tecno-capitalismo perfetto" che quotidianamente ci viene proposto come la sola alternativa possibile. Riparlare quindi di anticapitalismo in modo nuovo e inaspettato, scoprire insieme cosa potrebbe essere oggi l'anticapitalismo prendendo insegnamento da tutti i precedenti tentativi di creare alternative (comunismi, socialismi, le religioni istituzionali, il Sessantotto e, più in piccolo, il movimento no global).

Nel video che citavo è bello osservare quanto rispetto ci fosse all'epoca tra persone che avevano preso vie così diverse. Non esisteva la polarizzazione di un giudizio "facile": buoni contro cattivi. Molti avevano amici cari e parenti che avevano fatto, onestamente, scelte opposte e che magari erano morti nella tragedia di quegli anni; il discorso non poteva essere semplificato. Si può immaginare che, domani come allora, non ci sarà rancore tra chi farà scelte diverse. Siamo tutti parte della stessa storia, abbiamo tutti visto una sola "idea di mondo", e l'unica cosa certa è che dobbiamo cambiarla. Sarà per tutti doloroso perché dovremo mettere in discussione quello che intimamente siamo nell'onesta ricerca di qualcosa di nuovo e di bello. Lungo questo lento e complesso percorso di cambiamento ognuno troverà un bivio e sarà importante, oggi come allora, scegliere nei nostri cuori la direzione da prendere: anticapitalismo o capitalismo perfetto?

Pagina 13 del numero 262 Uscito sul numero 262 (Maggio 2024), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero