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ATTUALITÀ
Imballaggi, Italia tra i paesi più arretrati
Barbara Imbergamo · Fuori Binario n. 261, Aprile 2024, pagina 13
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Sezione: ATTUALITÀ | Autrice: Barbara Imbergamo
Presto sarà approvato il nuovo Regolamento europeo. Per capire le novità abbiamo intervistato Marco Musso (EEB)
Marco Musso lavora a Bruxelles per la European Environmental Bureau, la più grande rete di organizzazioni ambientaliste in Europa (oltre 180 associazioni), lo abbiamo intervistato per capire lo stato dell'arte del nuovo Regolamento sugli imballaggi dell'Unione Europea che tanto può fare per la riduzione della plastica e non solo.
Quanti imballaggi consuma un europeo?
Ogni cittadino produce 188 chili l'anno di plastica, carta, alluminio e vetro. Gli italiani ne consumano ben 40 kg più della media. Terzo peggior paese.
Come viene smaltita la plastica?
Non tutta è facilmente riciclabile, ad esempio quella prodotta con un mix di polimeri o di materiali, quella troppo sporca, le plastiche sottili (come le buste da insalata o da patatine). In Europa non si arriva a riciclare nemmeno il 40% dei rifiuti di plastica prodotti e si tratta soprattutto bottiglie in Pet. Il resto viene incenerito o finisce in discarica.
Il riciclo non è quindi una soluzione, meglio il riuso. Ne è consapevole la Commissione Europea?
L'Unione sta rivedendo le proprie regole, vista l'insufficienza delle attuali nel ridurre la produzione e lo smaltimento dei rifiuti di imballaggio. Nella bozza del nuovo Regolamento è prevista una cauzione per i prodotti monouso di plastica e metallo da restituire quando l'oggetto viene riportato. Ci sono anche alcune restrizioni: il divieto di vendita per la frutta e la verdura imballate quando non è necessario proteggerle o se vendute in piccole porzioni; o il divieto di utilizzo di posate e stoviglie monouso di plastica nei locali in cui si consuma al tavolo.
Sembrano dei palliativi.
Passetti avanti verso un'idea di riuso, un modo per abituare i consumatori e per assicurare alti tassi di raccolta per il riciclo. Il nuovo Regolamento interviene anche affinché gli imballaggi siano effettivamente riciclabili. Fino ad oggi i produttori hanno infatti dato più spazio al marketing e alla comodità per il cliente che non alla riciclabilità effettiva. Il vetro, ad esempio si raccoglie bene e si ricicla meglio della plastica, dobbiamo però chiederci se sarebbe più interessante riusarlo piuttosto che riciclarlo.
Qual è la posizione dell'Italia?
Sono contro questo regolamento le imprese dei settori dell'imballaggio monouso sia di plastica che di carta. In particolare il nostro paese, con la scusa strumentale di livelli di raccolta differenziata elevati, si è opposto alla introduzione della cauzione e degli obblighi di riuso ottenendo anche la modifica del testo in Parlamento. Una posizione miope, ben 26 paesi nel dicembre scorso hanno votato a favore di queste norme. Non l'Italia.
Cosa succede nel resto d'Europa?
In Francia esiste già l'obbligo per i fast food di utilizzare stoviglie lavabili e il divieto di usare plastica monouso per frutta e verdura fresca. Anche Spagna, Danimarca, Olanda e Polonia hanno sostenuto posizioni molto più progressiste dell'Italia.
A che punto è l'iter del Regolamento?
La Commissione ha fatto una proposta poi discussa dal Parlamento e dal Consiglio dell'UE che hanno un po' peggiorato la proposta originaria. Il mese scorso è uscito un nuovo testo.
Sì, ed è un passo avanti.
Ci sono regole nuove per prevenire i rifiuti di imballaggio, promuovere il riutilizzo e ridurre la nostra dipendenza dagli imballaggi monouso. Sono stati fissati per la prima volta obiettivi vincolanti di riduzione degli imballaggi (-5% entro il 2030, -10% entro il 2035 e -15% entro il 2040), nonché obblighi di riutilizzo per bevande e imballaggi per il trasporto.
Quanto pesano le lobbies?
Sono riuscite ad introdurre delle deroghe sconsiderate che rischiano di compromettere questi sforzi. Le restrizioni per il monouso nella ristorazione siano limitate solo alla plastica e non alla carta, ad esempio, come previsto nella proposta originale.
Quando entrerà in vigore?
Parlamento e Consiglio europeo devono adottarlo formalmente, poi, una volta pubblicato sulla Gazzetta ufficiale ci vorranno altri 18 mesi per l'applicazione.
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- 26 paesi a favore
- Francia obbligo stoviglie lavabili
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- -5% 2030
- -10% 2035
- -15% 2040
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Uscito sul numero 261 (Aprile 2024), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
