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CONTROVENTO
La voce della nonviolenza
Sara Benedetti · Fuori Binario n. 260, Marzo 2024, pagina 2
!Controvento
Rubrica: CONTROVENTO | Autrice: Sara Benedetti
Notizie in otto lingue per raccontare con parole semplici il nuovo mondo che nasce
Pressenza è un'agenzia di stampa internazionale che basa il proprio lavoro su cinque principi cardine: umanesimo, nonviolenza, diritti umani, disarmo e diversità. Sono 24 le sedi attive in cui opera a livello globale e ogni giorno vengono pubblicati articoli in inglese, italiano, spagnolo, francese, portoghese, tedesco, greco e catalano. "È nata nel 2008 all'interno del progetto della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza – ci spiega Olivier Turquet, responsabile e coordinatore della redazione italiana – in quanto volevamo, al di là della copertura della manifestazione, lasciare uno strumento di informazione per tutti i pacifisti e i nonviolenti del mondo".
L'agenzia è indipendente da qualunque interesse economico, il che le consente di essere autonoma e libera da condizionamenti. Si avvale esclusivamente del lavoro e della collaborazione di volontari che hanno esperienza nel campo della comunicazione, dell'attivismo sociale, della cultura e della scienza. Collaborano, dunque, professionisti non remunerati come editorialisti, reporters, redattori, fotografi, grafici, videomakers e traduttori da tutto il mondo che hanno a cuore un'informazione libera, accurata e con un impatto sociale positivo. "Abbiamo raggiunto l'obiettivo di pubblicare in otto lingue e stiamo preparando l'arabo come risposta alla discriminazione di quel mondo, affinché possa avere voce, la voce della nonviolenza. In Italia stiamo lavorando per raggiungere l'obiettivo di avere corrispondenti e redazioni in tutte le regioni e in più posti possibili".
Il nome dell'agenzia deriva da un gioco di parole partendo da "essenza della stampa", inventato da una giornalista e addetta stampa milanese, che poi fu proposto a livello internazionale. "Piacque a tutti, anche solo come suono".
Negli anni, Pressenza, ha vissuto diverse avventure che l'hanno vista direttamente coinvolta. A seguito della prima Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che l'ha consacrata, in cui, tra i marciatori, erano presenti numerosi giornalisti dell'agenzia di stampa internazionale che scrivevano le loro cronache mentre la redazione si preoccupava di completarli con articoli, ci sono stati altri momenti topici come la Conferenza di Ginevra dell'opposizione siriana non armata e nonviolenta, il congresso a Berlino dell'International Peace Bureau e il discorso di Silo al meeting dei Premi Nobel sempre a Berlino. "In ognuna di queste occasioni ci sono volti di Pressenza che appaiono". Volti di persone che possono avere anche solo transitato e che poi la vita ha portato altrove, ma "la bellezza di lavorare in modo volontario è quello che ognuno può modulare il proprio lavoro come meglio crede e che questo lavoro è apprezzato in sé, indipendentemente dalla quantità del lavoro stesso. Io mi immagino l'insieme di Pressenza come una nuvola formata da tante luci che si accendono e si spengono a seconda della loro attività. L'importante è la nuvola e la sua dinamica sempre in espansione".
Quest'anno Pressenza ha tentato una riunione in presenza ad Atene per raccogliere tutti i membri del team sparsi per il mondo. La maggior parte delle riunioni, grandi o piccole, generali o tematiche, avviene online a livello internazionale. A livello italiano, post pandemia, a fine Settembre è stata organizzata una riunione alla Casa della Pace di Firenze. "È stato molto confortante vedersi ed abbracciarsi".
Secondo Turquet, il crollo degli ascolti, pubblici e privati, registrato nell'ultimo anno che ha riguardato i principali notiziari e la crisi del cartaceo sono dovuti al fatto che il giornalismo tradizionale ha perso il monopolio di fronte allo sviluppo della tecnologia: "L'agenzia stampa di cui mi occupavo prima di Pressenza, 'Buone Nuove', era all'inizio un bollettino quasi clandestino che girava per mail; diventò un sito e fu tradotto in 5 lingue perché pubblicava buone notizie, cosa che il mainstream non faceva. Ora c'è un supplemento del Corriere della Sera che cerca di seguire, in un modo un po' più 'light', la stessa strada. La tecnologia ha generato possibilità; ma – ci tiene a puntualizzare Turquet – al tempo stesso la stampa tradizionale ha perso credibilità e la presenza di informazioni alternative ha sottolineato l'esistenza della propaganda".
Alla domanda "Chi è Olivier Turquet e di cosa si occupa?" il giornalista fa una premessa: "In primo luogo un essere umano, di conseguenza un umanista". Poi prosegue: "Successivamente sono una persona curiosa e uno a cui piace raccontare cose; da lì, dalla curiosità e il racconto è nata fin da bambino la passione del giornalismo".
Aderire a Pressenza significa anzitutto aderire a un'idea, ovvero che al primo posto esistono le persone. Ed esattamente come le persone, Pressenza, nelle sue fragilità, riscopre l'autenticità del suo messaggio: "Il punto di forza di Pressenza è la sua infinita debolezza, la debolezza della nonviolenza, del lavoro volontario, del gesto disinteressato; un paradosso e un destino. Il mondo che sogniamo è il mondo che raccontiamo, andando a cercare i pezzi del nuovo mondo che sta nascendo mentre quello vecchio crolla e, purtroppo, fa rumore".
Guardando al futuro, non ci sono dubbi, l'obiettivo che si prefigge l'agenzia di stampa internazionale è "continuare ad essere, meglio, quello che già è: uno spazio aperto dove la partecipazione sociale si possa esprimere, possa crescere, confrontarsi con altri, contribuire al mondo necessario e urgente di cui tutta l'umanità ha bisogno".
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Uscito sul numero 260 (Marzo 2024), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
