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SORELLANZE - ULTIMA PAGINA
Apologia del carcere
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 260, Marzo 2024, pagina 16
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Rubrica: SORELLANZE | Autrice: Valentina Baronti
A febbraio è uscita l'attesissima quarta stagione di "Mare fuori", popolarissima serie TV targata RAI, seguita da oltre un milione di telespettatori, soprattutto giovani e famiglie. Le storie si svolgono dentro l'istituto penitenziario per minorenni di Napoli.
La serie, dal punto di vista tecnico, è perfetta: la colonna sonora coinvolgente, tanto da diventare un tormentone, la grande capacità di attori e attrici, i costumi, la scenografia, le riprese pulite, la sceneggiatura da cardiopalma. "Mare fuori" è uno straordinario strumento di formazione emotiva e politica, se proviamo a vederlo uscendo un attimo dal coinvolgimento tipico di una serie TV ben fatta. Ad essere preziose sono le storie di questi ragazzi: la discriminazione di classe, la famiglia camorrista, la povertà educativa, l'incapacità di gestire le emozioni, un sistema economico e sociale che non ti dà via d'uscita.
Però, c'è un però. Nella serie sembra che l'unica soluzione sia il carcere, perché in quell'IPM entrano tutti cattivi e dopo poco tempo diventano buoni, comprensivi, maturi, pronti a prendere in mano la propria vita. Poi c'è chi ci riesce e chi invece rimane invischiato nel sistema in cui è nato, ma l'aspetto umano di redenzione c'è in ognuno di loro ed è così forte da sfiorare il giustificazionismo e la creazione di veri e propri miti giovanili: ragazze e ragazzi bellissimi, sempre con i capelli sistemati, truccati, puliti, ben vestiti e con la pistola infilata nei jeans.
"Mare Fuori" da una parte denuncia il sistema camorristico e dall'altra lo esalta, da una parte ci restituisce l'immagine di un sud abbandonato dallo Stato e dall'altra ci dice che l'unico argine è quello stesso Stato, rappresentato dalla figura paterna del comandante e da quella materna della direttrice. Sembra che a Napoli ci sia solo l'IPM e "'o mar for".
Guardatela questa serie con i vostri figli. Ma non lasciateli soli davanti alla TV.
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Uscito sul numero 260 (Marzo 2024), a pagina 16. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
