Archivio › Fuori Binario n. 259 · Febbraio 2024 › pagina 4
DIRITTI
Cupido senza casa
Francesco Martinelli · Fuori Binario n. 259, Febbraio 2024, pagina 4
!Diritti
Rubrica: DIRITTI | Autore: Francesco Martinelli
Artista di strada, Tommaso guadagna qualcosa facendo il mimo agli Uffizi. Popolare tra i turisti, trascurato dai servizi sociali, il suo sogno è una roulotte.
Nella città di Firenze la popolazione aumenta. Non la cittadinanza, ma la popolazione. Si allarga come l'Arno quando è in piena. Non chiediamoci chi sono questi personaggi che spariscono dalle statistiche, perché lo sappiamo: sono gli invisibili, coloro che non esistono neppure nelle cronache cittadine, e a cui questo giornale ha deciso di dare testimonianza.
Tommaso lavora come artista di strada. È polacco, ma vive da trent'anni in Italia. Se vai agli Uffizi di Firenze lo puoi trovare nelle vesti di Cupido mentre intrattiene fiorentini e turisti con baci e allegria, lavorando come mimo e attore. Mi racconta la sua storia per Fuori Binario perché fondamentalmente questo è un giornale che parla degli ultimi senza ipocrisia, e i cosiddetti "ultimi" della società borghese non hanno vergogna di parlare con noi.
"Ultimo" non vuol dire niente, è solo il posto che ti dà la società capitalista nella sua piramide elitaria. In una vita precedente Tommaso ha lavorato negli alberghi come facchino, poi ha svolto una serie di lavori a nero; senza risparmiarsi, dovendo rendere conto anche di una famiglia. Tuttavia ha vissuto una serie di problematiche che lo hanno portato a vivere, nonostante tutto, per la strada. Dopo anni di questa vita, in cui ha dormito soprattutto in zona centro e all'ospedale Santa Maria Nuova, ha trovato ospitalità in una casa famiglia. Come spesso succede ai senza fissa dimora, lì ha finalmente conosciuto una grande amicizia. Per Tommaso è stato Raffaele, che lo ha indirizzato al centro La Fenice. Di Raffaele parleremo in un prossimo articolo, essendo un po' l'anima di via Pietrapiana. Il centro lo ha aiutato a fare tutti i documenti e ad avere un dottore di base. Ora ha una piccola pensione che lo aiuta a sopravvivere; questo perché, quando si vive per strada, spesso la persona è sottoposta alle intemperie e alle malattie, ed è un discorso da non sottovalutare se si ha un po' di cuore e cervello.
Tommaso convive con il diabete, si chiede come mai i servizi sociali non lo aiutino e si sente abbandonato. Ha trovato questa casa famiglia dopo due anni di vita in strada e sta molto meglio, ma le sue patologie lo perseguitano. A volte beve una birra per non pensare, ma non serve a molto. Non giudichiamo e cerchiamo di non essere prevenuti.
Se gli chiedi i suoi progetti sul futuro ti risponderà che è in cerca di una normalità che ancora non gli appartiene e su cui non ha potere. Facendo il mimo riesce a guadagnare, se va bene, tra i 30 e i 40 euro al giorno, e quindi non ha sicurezze. L'orario di lavoro non è sindacalizzato.
Il suo sogno è avere un pezzo di terra dove mettere una roulotte e poi costruire la sua casa. Chiede ai lettori di Fuori Binario un aiuto per raggiungere il suo obiettivo.
Vivere per strada a volte è una scelta, a volte è un obbligo. Perché davvero a volte basta un piccolo aiuto per cambiare la vita di una persona. Pensiamoci e diamo un'opportunità a chi ne ha avute poche.
- senza dimora
- artista di strada
- mimo
- Cupido
- Uffizi
- servizi sociali
- casa famiglia
- diabete
- precarietà
- roulotte
Uscito sul numero 259 (Febbraio 2024), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
