Archivio › n. 258

Archivio › Fuori Binario n. 258 · Gennaio 2024 › pagina 6

EMERGENZA CLIMATICA

Occupare contro il fossile

Barbara Imbergamo · Fuori Binario n. 258, Gennaio 2024, pagina 6

!Emergenza Climatica

Rubrica: EMERGENZA CLIMATICA | Autore: Barbara Imbergamo

Intervista a Matteo, studente universitario a Pisa: "L'Ateneo chiuda i rapporti con Eni, la ricerca deve essere indipendente".

End Fossil è la campagna internazionale che promuove la fine della dipendenza del nostro sistema economico dai combustibili fossili. Coinvolge i giovani delle scuole e delle università in 12 Paesi europei. Abbiamo intervistato Matteo, studente di Scienze politiche a Pisa.

Roma, Torino, Parma, Ravenna, Milano, ora anche Pisa. Avete occupato chiedendo la fine degli accordi che legano gli Atenei ad Eni. Qual è il vostro scopo?

Eni ha accordi operativi ed economici con molte università italiane. Eroga 89 borse di studio di dottorato e finanzia circa 100 progetti di ricerca influenzando così la didattica e gli obiettivi di alcuni master. A Pisa Eni è presente nella Facoltà di geologia con il master di geofisica sull'attività estrattiva e anche nel master "Management of health, safety, environment and quality systems" legato al tema del gas e del petrolio. Come si capisce bene il punto di vista e gli interessi di Eni pesano molto sia sulla didattica che nell'approccio alla ricerca, mentre sarebbero necessarie idee libere e trasformative per andare verso la transizione ecologica e rispettare gli accordi di Parigi sul clima.

Parlaci della vostra esperienza con la campagna End Fossil.

Si tratta della terza fase di una mobilitazione che è partita lo scorso anno alla Sapienza di Roma e che si è poi allargata ad altre città. A Pisa l'occupazione ha avuto l'obiettivo di portare il tema del fossile all'attenzione di studenti e studentesse e per avere spazi di autoformazione e dibattito. Abbiamo discusso di crisi climatica in India, di decrescita, del valore delle comunità energetiche, ma abbiamo anche ospitato giornalisti che si occupano del tema e organizzato un laboratorio sulle nostre competenze che possono essere messe in gioco per la transizione.

Cosa ha risposto l'Università alle vostre richieste?

Abbiamo subito fatto una richiesta di accesso agli atti per leggere cosa esattamente è stato firmato tra Eni e l'Ateneo. Ad oggi ci hanno negato qualsivoglia informazione. Questo nonostante la legge stabilisca che l'amministrazione pubblica deve essere trasparente. In un caso analogo, a Milano, il Consiglio di Stato ha obbligato l'Università a fornire i dati disponibili, perché tutte le informazioni di importanza climatica devono essere accessibili.

A Pisa vi siete concentrati su tre proposte.

Chiediamo lo stop immediato ad ogni investimento e finanziamento pubblico e privato all'industria del fossile e quindi che l'Ateneo cessi i rapporti con Eni. Vorremmo anche attivare un corso interdipartimentale sulla crisi ecologica la cui didattica sia concordata con End Fossil. Infine sollecitiamo l'Università affinché si costituisca in Comunità energetica rinnovabile e solidale (Cers), per dare vita ad un modello energetico alternativo al fossile che coinvolga tutti i suoi edifici con ricadute positive anche nei quartieri in cui sorgono. In questi giorni le presenteremo al Consiglio accademico, vedremo quale sarà la risposta.

L'azione degli studenti è chiara: gli interessi economici privati dovrebbero uscire dalle Università, che a causa di questa ingombrante presenza rischiano di perdere la loro indipendenza e libertà di ricerca. Il tema è vasto, le Università si alleano infatti con entità poco trasparenti e fuori da ogni visione etica, basti citare gli accordi con Leonardo che produce armi, con Amazon che non rispetta i diritti dei lavoratori. Ne riparleremo presto.

Pagina 6 del numero 258 Uscito sul numero 258 (Gennaio 2024), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero