Archivio › n. 258

Archivio › Fuori Binario n. 258 · Gennaio 2024 › pagina 12

ATTUALITÀ

Comandi e disciplina

Beatrice Mazzoni · Fuori Binario n. 258, Gennaio 2024, pagina 12

!Attualità

Rubrica: ATTUALITÀ | Autore: Beatrice Mazzoni

Palestre scolastiche per corsi di ginnastica militare? Anche no, grazie.

Ginnastica militare nella palestra della scuola media Redi di Bagno a Ripoli? Ebbene sì, dato che accade dall'autunno del 2021 cioè da quando la palestra comunale ha iniziato ad accogliere, in orario extrascolastico, i corsi di questa pratica "rivolta a giovani adulti". La notizia, passata inizialmente in sordina, adesso sta sollevando polemiche e dure critiche, visto che si tratta di un'iniziativa che lascia evidenti dubbi circa la sua attinenza con un ambiente educativo e formativo come quello di una scuola pubblica.

Da parte sua il consiglio d'istituto della Redi ha bocciato la decisione del Comune – che concede l'uso degli edifici scolastici - e ha chiesto che alla ginnastica militare sia trovata un'altra collocazione. Il sindaco tuttavia ha definito la pratica "del tutto innocua" meravigliandosi del polverone suscitato.

A stretto giro sono dunque arrivate richieste di spiegazioni all'Amministrazione Comunale sia da parte dell'Anpi di Bagno a Ripoli che dal Centro Studi di educazione alla socialità Marcello Trentanove (storico direttore didattico di Bagno a Ripoli dal 1962 al 1990, considerato tra i principali fautori del cambiamento del mondo scolastico).

"Ordini urlati e disciplina – scrive l'Anpi – vengono definiti, in questo tipo di ginnastica, essenziali per dare la necessaria spinta a ciascun partecipante. Abbiamo letto che lo scorso anno a Pisa ci fu un tentativo analogo, al quale però fu risposto picche da numerose associazioni; e anche dal collegio dei docenti della scuola 'Fucini', nei cui locali avrebbe dovuto tenersi questa iniziativa". "Siamo per una scuola che non faccia riferimento alcuno ad elementi militareschi - conclude Anpi – e pensiamo che l'attività sportiva in quanto tale debba invece, anche quando è competizione, far prevalere l'idea del gioco a quella della irreggimentazione e del combattimento".

Dello stesso tono le dure critiche del Centro Studi: "A nostro modo di vedere, concedere l'uso delle strutture scolastiche, da parte dell'Amministrazione Comunale, per esercitare ad attività fisiche di carattere militare i nostri studenti e i cittadini volontari è assai riprovevole. Si tratta di una decisione che contrasta fortemente con il ruolo reale della funzione formativa che dovrebbe avere come scopo fondamentale la conoscenza e l'apprendimento razionale richiesti dalle trasformazioni sociali, economiche e politiche che caratterizzano il nostro tempo. Rinunciare a prendere atto di questa non rinviabile esigenza vuol dire compromettere pesantemente il futuro delle nuove generazioni, rendendole impreparate a gestire le sfide e le necessità imposte dal nuovo ordine sociale".

Pagina 12 del numero 258 Uscito sul numero 258 (Gennaio 2024), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero