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ATTUALITÀ
La natura sotto le bombe
Camilla Lattanzi · Fuori Binario n. 257, Dicembre 2023, pagina 7
!Attualità
Rubrica: ATTUALITÀ | Autore: Camilla Lattanzi
Appello di pace per ogni animalità vittima dei conflitti.
La natura è sempre vittima dei conflitti armati con il suo suolo reso infertile, con le sue piante seccate dal fumo e dagli incendi, con i suoi insetti e i suoi piccoli e grandi selvatici vittime di armi da fuoco o uccisi dalla fame, spesso dopo lunghe agonie. Viventi incolpevoli cioè senza colpe e innocenti cioè incapaci di nuocere. Com'è stato per la guerra tra Russia e Ucraina, anche in questo terribile violento conflitto umano, troppo umano, tra Hamas e il governo israeliano, ad andarci di mezzo sono le solite eterne vittime umane civili, il solito suolo, le solite piante, i soliti animali incolpevoli e innocenti. L'animalità non conosce confini, non conosce frontiere, Stati, cittadinanze formali. L'animalità abita l'intero pianeta, e si sposta da quando esiste vita sulla terra secondo logiche di opportunità, bisogno, curiosità e desiderio. Gli animali altri muoiono a causa dei fili spinati, dei muri, dei confini innaturali, delle barriere alzate per respingere gli umani, tutti dispositivi contro natura, nemici della nostra stessa animalità che è libera, fluida, globale.
Nessun individuo ragionevole può pretendere che una terra sia sua, solo sua; nessun popolo è mai "definito", né può pretendere un legame preciso a una certa terra e da questa a una certa nazione e da questa a un certo Stato. I cultori degli stati nazionali e dei patriottismi sono già stati responsabili di due guerre mondiali e ancora si sta uccidendo per la proprietà esclusiva di una terra, di un suolo che è a disposizione di ogni vivente, di un patriottismo che è sempre agito contro l'altro, il diverso da sé, l'estraneo. Perciò chiediamo una "pace animale", una pace che consenta a ogni vivente la ricerca di risorse e di sogni, sempre e ovunque. Se il diritto e le convenzioni non lo consentono oggi, dovranno consentirlo domani.
Donatella Di Cesare, una filosofa italiana molto acuta, propone il nuovo concetto di "Straniero Residente": siamo tutti stranieri laddove soggiorniamo. Tutto è impermanente e transitorio e l'identità va fatta scorrere come il fiume, mantenuta in movimento.
Ogni giorno come l'ultimo, pianteremo un albero e lasceremo la porta socchiusa per l'ospite umano o non umano che sia. Un mondo ricevuto in custodia che non appartiene a noi, a nessuna animalità prima che a tutte le altre, e che riconsegneremo alle animalità che ci sopravviveranno. Una società della cura interspecifica, in una prospettiva aperta e fluida di non appartenenza. In nome di questo futuro ancora in gestazione, la redazione di Fuori Binario accende un piccolo lume per ogni animalità spaventata dalla guerra, ferita nel corpo e nello spirito, uccisa.
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Uscito sul numero 257 (Dicembre 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
