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DIRITTI

Mattia, una morte inaccettabile

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud · Fuori Binario n. 256, Novembre 2023, pagina 7

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Rubrica: DIRITTI | Autore: Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

Nella clinica tennero nascosti i gravi effetti collaterali dei farmaci. L'inchiesta ha rivelato abusi, maltrattamenti e omessa vigilanza

Mattia Giordani muore il 27 marzo 2018 a 26 anni mentre sta cenando con la famiglia soffocato da un boccone di cibo. All'età di tre anni a Mattia è diagnosticata una disarmonia evolutiva. Da quel momento l'Istituto di ricovero e cura "Stella Maris" di Pisa lo prende in carico e il bambino comincia a trascorrere regolarmente periodi più o meno brevi presso una delle sue strutture: a sette anni, a dieci e poi ancora nelle fasi successive dell'adolescenza e dell'adultità.

Mattia cresce in un ambiente accogliente sia in famiglia che a scuola e, nonostante alcuni sintomi evidenti, nei primi anni di vita è un bambino tranquillo, non aggressivo e appassionato di musica e canto. Dopo l'esame di terza media le sue condizioni subiscono un improvviso, imprevisto e grave peggioramento: si accrescono le stereotipie, scompare il sonno notturno e un grave stato di sovraeccitazione comincia a manifestarsi attraverso frequenti attacchi di aggressività verso gli oggetti di casa.

Nel 2005 la famiglia decide allora di affidare Mattia per un lungo periodo alla Stella Maris. Qui, dopo una nuova diagnosi di autismo psicotico, gli vengono somministrate robuste dosi di psicofarmaci che hanno conseguenze visibili sul suo stato psicofisico. Il corpo si trasforma, cosce e pancia lievitano e in cinque mesi il peso aumenta di 18 chili. Mattia passa continuamente da una condizione di sedazione farmacologica a improvvise esplosioni di rabbia, con episodi di forte aggressività. In poco tempo la situazione diventa ingestibile, tanto che è costretto a lasciare la scuola. Le crisi sono improvvise, e a nulla serve il mix di psicofarmaci a cui è sottoposto in maniera sempre più invasiva e a dosi sempre più massicce. I genitori sono costretti a lasciare Mattia per tutta la giornata presso uno dei centri diurni della Stella Maris a Montalto di Fauglia (PI) e, al compimento dei venti anni, anche durante le ore notturne per alcuni giorni alla settimana.

Nel 2016 Mattia è all'istituto di Montalto di Fauglia quando la struttura finisce nel mirino dei carabinieri, allertati dalla denuncia di un genitore che aveva notato la presenza di strani lividi sul corpo del figlio. Le microcamere nascoste rivelano operatori fuori da ogni controllo che senza motivo picchiano, strattonano, trascinano per le orecchie, offendono con epiteti irripetibili i giovani ospiti. Sono documentati più di 200 episodi di maltrattamenti.

Il processo che segue (17 indagati, 23 ospiti – fra cui Mattia – vittime dei soprusi) ha come primo effetto una condanna a due anni e otto mesi di reclusione per il direttore generale della Stella Maris Roberto Cutajar, riconosciuto colpevole di omessa vigilanza e assunzione di personale non adeguatamente formato. Cutajar sarà poi assolto in sede di processo d'appello nel giugno 2023. Un altro operatore ha patteggiato ammettendo le sue colpe. Il processo è in corso per i restanti 15 operatori, fra cui il direttore sanitario e le due dottoresse che operavano a Montalto. Gran parte dei sanitari coinvolti vengono allontanati dalla struttura e lasciano il posto a nuovi operatori che iniziano a sperimentare nuove cure e nuove combinazioni di farmaci. A Mattia vengono modificati e aumentati i dosaggi. Nel febbraio 2018, un mese prima di morire, il corpo di Mattia subisce l'ultimo affronto nel corso di un ricovero presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell'ospedale di Pisa. La mamma, che lo aveva salutato la sera prima lasciandolo in reparto per il riposo notturno, lo ritrova la mattina seguente legato al letto di contenzione. Un mese dopo Mattia muore.

Il direttore dell'Unità operativa di Psichiatria forense e Criminologia clinica dell'ospedale Careggi di Firenze Rolando Paterniti, al quale i genitori di Mattia chiederanno una consulenza in vista del processo, scriverà nella sua relazione: "La sintomatologia presentata da Mattia è inquadrabile tra i sintomi extrapiramidali da antipsicotici […]. In quasi tutti gli episodi le contrazioni distoniche hanno interessato […] anche i muscoli laringei e quelli della deglutizione, causando gravi episodi di dispnea e disfagia con serio rischio di morte per soffocamento. Le crisi distoniche acute […] nel caso di Mattia sono comparse 6 giorni dopo l'introduzione della clotiapina. Questa correlazione temporale permette di affermare, con buona certezza, che sia stato proprio questo farmaco a causare la grave sintomatologia extrapiramidale […]. La condotta medica non è stata sollecita ed accorta ad impedire il verificarsi di un evento dannoso o pericoloso, ma al contrario si è caratterizzata per trascuratezza, avventatezza, e insufficiente ponderazione dei rischi, esponendo Mattia a gravi conseguenze".

Dalle cartelle cliniche i genitori vengono a sapere che negli ultimi tre mesi di vita nell'istituto Mattia aveva già avuto notevoli problemi di deglutizione durante i pasti, rischiando più volte il soffocamento con, in qualche occasione, crisi cardiache piuttosto importanti. Nell'ultimo periodo le crisi si erano susseguite quasi tutte le sere, tanto che era stata necessaria la manovra di Heimlich per ben due volte durante uno stesso pasto serale. Malgrado l'invio di lunghe mail ai medici con richieste di spiegazione sugli effetti del trattamento farmacologico, e nonostante la loro presenza continua ai colloqui e agli incontri collegiali con il personale sanitario, i genitori affermano ancora oggi di non essere mai stati adeguatamente avvertiti del rischio di soffocamento a cui Mattia era esposto. "Ormai ogni sera nostro figlio rischiava di morire e noi non lo sapevamo", scriverà Sondra Cerrai, madre di Mattia, nel suo libro Siamo tutti legati, pubblicato dopo il triste epilogo.

Al processo di primo grado le due dottoresse responsabili della struttura della Stella Maris sono state assolte.

Pagina 7 del numero 256 Uscito sul numero 256 (Novembre 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero