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LAVORO

Portalettere a cottimo e i ricatti di Poste Italiane

Valentina Baronti · Fuori Binario n. 255, Ottobre 2023, pagina 7

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Rubrica: LAVORO | Autore: Valentina Baronti

Lavoro a cottimo, straordinari non pagati, ferie non godute, violazione delle norme sulla sicurezza. No, non stiamo parlando dell'ennesima ditta in appalto per chissà quale marchio della moda. Questa volta stiamo parlando di una società per azioni con 120mila dipendenti e un controllo statale del 65%: Poste Italiane. La denuncia arriva da un portalettere, Carmine Pascale, che ha lavorato al recapito di Pistoia in condizioni di totale negazione dei diritti. Solo dopo che si è rivolto all'Ispettorato del Lavoro gli sono state riconosciute le 77 ore di straordinari fatte in due soli mesi, ma il contratto no, non gli è stato rinnovato. Quella di Carmine è una storia che si ripete in tutta Italia, tanto che i canali social che ha creato "C'era una volta il postino" sono inondati di post e commenti di altri lavoratori e lavoratrici in condizioni simili. In pratica, i precari di Poste ricevono all'inizio del turno la posta della giornata, con l'intimazione: "non tornate fino a che non l'avete consegnata tutta" e se ci impiegano più tempo non viene conteggiato. Perché? Perché in teoria gli straordinari devono essere concordati prima, in pratica se tornano con la posta non consegnata non gli rinnovano il contratto. Se ci aggiungete poi, che il turn over tra i portalettere è continuo e che, se non si conosce bene il giro, a consegnare la posta ci vuole il doppio, il ricatto è servito. Le cose non vanno meglio negli appalti di Poste, come ci racconta un lavoratore che vuole rimanere anonimo: "Le condizioni sono anche peggiori, perché le commesse vengono prese al massimo ribasso, con Poste che la fa da padrona, visto il regime di monopolio di fatto nel quale agisce". E allora, dove si risparmia? Nei dispositivi di sicurezza, nei mezzi che non sono adeguati al trasporto, per esempio, dei pacchi, negli stipendi che sono più bassi perché c'è un contratto nazionale diverso e nei ritardi nel pagamento di questi stipendi, che volte vengono addirittura pagati a rate. E i sindacati? "Ti dicono di stare buono, sennò non ti rinnovano il contratto". (v.b.)

Pagina 7 del numero 255 Uscito sul numero 255 (Ottobre 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero