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ATTUALITÀ
Case partecipate
Tiziana Chiappelli · Fuori Binario n. 253, Estate 2023, pagina 10
!Attualità
Rubrica: Attualità | Autore: Tiziana Chiappelli
A Buenos Aires percorsi collettivi per la costruzione di alloggi popolari
Alberto Spadoni, architetto argentino di origine italiana, presidente dell'Associazione Culturale Toscana di Buenos Aires, da oltre trent'anni realizza processi di inclusione socio-abitativa nel distretto di Buenos Aires.
Alberto, su che progetto stai lavorando?
Dal 2022 lavoro per l'OPISU (Organizzazione Provinciale per l'Integrazione Socio-Urbana del Ministero degli Alloggi e dello Sviluppo Urbano, coordinato da Romina Barrios) per "promuovere l'integrazione urbana, sociale e produttiva delle baraccopoli, degli insediamenti e dei complessi abitativi della Provincia di Buenos Aires con l'obiettivo di garantire l'accesso a un habitat dignitoso ed equo" (https://www.gba.gob.ar/opisu) con fondi nazionali, provinciali e prestiti agevolati di organizzazioni internazionali. Nel concreto, realizziamo case assieme alle persone, tenendo conto delle dimensioni individuali e sociali. Attraverso percorsi collettivi arriviamo a costruire abitazioni per le famiglie all'interno di nuovi quartieri, mantenendo e rafforzando le reti sociali esistenti e il senso di appartenenza alla comunità.
Come procedete?
Lo scopo è fornire alloggi dignitosi alle famiglie e relative infrastrutture, ma l'approccio territoriale al quartiere porta al miglioramento degli spazi pubblici, di piazze e parchi, così come dell'arredamento urbano. Sviluppiamo anche vivai di piante autoctone per ripristinare l'equilibrio ambientale e contrastare le colture estranee, utilizzate da oltre un secolo, ma che purtroppo hanno avuto effetti negativi sull'ambiente. Tutto viene costruito tramite appalti pubblici e la partecipazione di imprese private, con attenzione alle cooperative locali o di territori limitrofi. Sono inoltre coinvolte scuole di apprendistato e le organizzazioni popolari presenti nelle comunità, in modo che l'intero processo sia partecipato e condiviso dal basso.
Per arrivare a questo tipo di intervento è però necessario un lavoro sociale e culturale precedente e di sostegno durante tutto il processo di realizzazione...
Il lavoro nei quartieri in cui si trovano famiglie di terza o quarta generazione che non hanno mai avuto un alloggio formale è molto complesso. Proprio per questo vogliamo garantire interventi urbanistico-architettonici di alta qualità, con l'uso di materiali nobili e spazi aperti adeguati a mantenere un tessuto sociale di comunità. Tutto questo richiede il coordinamento tra varie istituzioni comunali, provinciali, nazionali, chiese...
Queste famiglie, da varie generazioni, non hanno mai avuto un alloggio adeguato...
Per questo motivo è importante continuare a sostenerle nella nuova situazione abitativa e sociale. Abbiamo preparato un manuale per l'uso della casa di cui diventano ufficialmente proprietarie e facciamo workshop per prevenire/risolvere possibili conflitti coi vicini nel quartiere ristrutturato.
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Uscito sul numero 253 (Estate 2023), a pagina 10. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
