Archivio › n. 253

Archivio › Fuori Binario n. 253 · Estate 2023 › pagina 2

CONTROVENTO / RITRATTI

Rivoluzione e poesia

Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 253, Estate 2023, pagina 2

!Controvento / Ritratti

Rubrica: Controvento / Ritratti | Autore: Riccardo Michelucci

Simbolo della lotta di liberazione irlandese, i suoi scritti dal carcere e il suo sciopero della fame dettero impulso alla svolta pacificatrice dell'IRA

"Fuair Roibeard bas!" – la mattina del 5 maggio 1981, un grido in gaelico echeggiò nei corridoi della prigione di Long Kesh, Belfast, annunciando che Bobby Sands era morto dopo 66 giorni di sciopero della fame. Nove altri detenuti sarebbero morti nei mesi successivi, segnando uno spartiacque nel conflitto anglo-irlandese.

Prima che le sue condizioni di salute si deteriorassero, Sands scrisse i primi 17 giorni del suo sciopero della fame su minuscoli pezzi di carta igienica – tra le pagine più toccanti della letteratura carceraria del Novecento. "Sono qui, sulla soglia di un altro mondo palpitante. Possa Dio avere pietà della mia anima... Sono pieno di tristezza perché so di aver spezzato il cuore della mia povera madre..."

Dal 1976 Londra aveva tolto ai detenuti irlandesi lo status di prigionieri politici. I prigionieri risposero con una dura protesta che li portò a intraprendere uno sciopero della fame ad oltranza. Nato nel 1954 a Belfast, la famiglia di Bobby fu costretta ad abbandonare la propria casa due volte a causa della violenza settaria. Si unì all'IRA nel 1972, l'anno più buio del conflitto.

In carcere divenne comandante dei detenuti repubblicani. Il 9 aprile, durante la sesta settimana di digiuno, fu eletto al parlamento britannico con oltre 30.000 voti. Ma nemmeno questo lo salvò – Londra non cedette. La sua elezione aprì la strada al cessate il fuoco dell'IRA e all'Accordo del Venerdì Santo del 1998.

Bobby Sands trasformò la prigione in un campo di battaglia, usò i suoi scritti e i suoi gesti come armi per abbattere l'oppressione coloniale. Di fronte agli abissi macabri e disumanizzanti dell'odio, Bobby Sands divenne un'icona rispettata in tutto il mondo. "Di fronte agli abissi macabri e disumanizzanti dell'odio, Bobby Sands trasformò la prigione in un campo di battaglia, usò i suoi scritti e i suoi gesti come armi per abbattere l'oppressione coloniale."

Pagina 2 del numero 253 Uscito sul numero 253 (Estate 2023), a pagina 2. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero