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Archivio › Fuori Binario n. 252 · Giugno 2023 › pagina 9

ATTUALITÀ

Si dice etnia ma in realtà...

Sabrina Tosi Cambini · Fuori Binario n. 252, Giugno 2023, pagina 9

!Attualità

Rubrica: Attualità | Autore: Sabrina Tosi Cambini per Società Italiana di Antropologia Applicata

Ci sono parole apparentemente neutre che nascondono il solito vecchio razzismo. L'idea insensata di una nazione etnicamente pura può solo produrre mostruosità

Si rileva e contesta l'utilizzo sempre più frequente nel linguaggio politico di termini e concetti come etnia, identità e persino cultura, con significati che malcelano quello poco politicamente corretto di razza, così rinvigorendo processi di razzializzazione e discriminazione.

Nonostante sia universalmente dimostrato che la nozione di razza non ha alcuna fondatezza scientifica, a livello politico e mediatico sembra si faccia fatica ad accettare l'uguaglianza dei gruppi umani, con un richiamo costante a presunte "ereditarietà" di caratteri culturali ed etnici.

Si manifesta, infatti, la tendenza a considerare cultura, etnia e identità come categorie dotate di un'essenza immutabile, rigida e statica, e a gerarchizzare tali differenze: questa non è una bonaria forma di ignoranza, ma un "nuovo" razzismo che fomenta fondamentalismi ed esclusioni.

Ribadiamo fermamente che etnia corrisponde solo a un costrutto astratto che, di volta in volta e a seconda dei contesti storici, viene utilizzato per definire differenze tra un "noi" e un "loro" e stabilire correlativamente gerarchie sociali, economiche, di accesso ai diritti. Ogni affermazione di un'identità etnica presuppone la manipolazione del passato, cioè un processo di invenzione di un confine – spesso concepito e presentato come invalicabile – fra i gruppi socio-culturali. Che, poi, si faccia in questi giorni riferimento ad una "etnia italiana" ci dovrebbe far pensare al passato (e al presente), agli italiani altrove, che proprio perché considerati "etnia" sono stati discriminati ed emarginati. Non dimentichiamo, inoltre, che la manipolazione dell'identità etnica ha generato e continua a provocare aberranti e sanguinose operazioni di pulizia etnica.

Allo stesso modo è importante riconoscere, dietro l'uso cosmetico di termini apparentemente neutri come quelli di identità e cultura, lo slancio aggressivo e propagandistico mirato a rinfocolare sentimenti di "nazionalismo", i cui esiti distruttivi abbiamo visto in atto nelle guerre anche più recenti.

L'antropologia culturale ha messo a disposizione una moltitudine di studi che dimostrano il valore etico e scientifico del riconoscimento delle pluralità umane in continua evoluzione e trasformazione. Non c'è nulla di statico nelle culture o nelle identità, così come nei gruppi "etnici", e tantomeno in un paese come l'Italia, da sempre crocevia di culture e gruppi diversi. Proprio questa diversità consente ai cittadini di sviluppare la capacità di conoscere, adattarsi e immaginare il proprio futuro. Al contrario: una politica che ritenga la nazione come una entità etnicamente pura, omogenea e incontaminata non ha alcun futuro se non quello di perpetuare le disuguaglianze e le rendite di posizione.

È urgente, dunque, mobilitarsi per denunciare di volta in volta l'abuso di concetti pseudo-scientifici e astorici di chiara radice razzista e nazi-fascista, smascherando le risignificazioni strumentali di parole solo apparentemente neutre, e presidiando i princìpi di uguaglianza, inclusione, pluralità sanciti dallo Stato di diritto, dalla democrazia e dalla Costituzione, questa sì, italiana.

Pagina 9 del numero 252 Uscito sul numero 252 (Giugno 2023), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero