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FIRENZE RIBELLE
L'ultima lezione di don Milani
Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 251, Maggio 2023, pagina 7
!Attualità pagina 7
Firenze Ribelle / di Riccardo Michelucci
Una targa al numero 218 di via Masaccio ricorda il luogo in cui don Lorenzo Milani trascorse gli ultimi due mesi della sua vita, affrontando enormi sofferenze con grande coraggio e lucidità. Da tempo malato di leucemia, il priore di Barbiana si era ritirato nella casa fiorentina di sua madre, a poche centinaia di metri da dov'era nato appena 44 anni prima. Lo stillicidio di cure e ricoveri cui era stato costretto non gli aveva impedito però di ultimare il suo atto d'accusa contro una scuola elitaria e classista che bocciava i poveri. La Lettera a una professoressa, scritta collettivamente dai ragazzi della scuola di Barbiana e pubblicata nel maggio del 1967, sarebbe diventata la sua opera più famosa.
Don Milani volle i suoi amati ragazzi accanto a sé sino alla fine, "per fare imparar loro cos'è la morte". Nella camera dove giaceva ricoverato fece del suo corpo agonizzante l'ultimo strumento pedagogico. Due giorni prima di chiudere gli occhi per sempre, chiamò a raccolta i ragazzi e offrì una chiave interpretativa della sua breve esistenza citando una nota parabola del Vangelo: "Un grande miracolo si sta compiendo in questa stanza," disse, "un cammello che passa nella cruna di un ago". Era un paradosso che si adattava perfettamente alla sua vita poiché in gioventù Milani aveva scelto di abbandonare la ricchezza e il benessere familiare per convertirsi alla religione cattolica. Si spense il 26 giugno 1967, e da Firenze partì per l'ultimo viaggio verso il piccolo cimitero di Barbiana, poco lontano dalla sua chiesa e dalla sua scuola. Le sue spoglie furono tumulate seguendo i suoi voleri, con i paramenti sacri e gli scarponi da montagna ai piedi.
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Uscito sul numero 251 (Maggio 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
