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ATTUALITÀ
Sei sfratti al giorno
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 250, Aprile 2023, pagina 9
!Attualità
Rubrica: Attualità | Autore: Clara Baldasseroni
È questa la sconcertante previsione per il 2023 per la sola città di Firenze. Picchetti e occupazioni nella risposta dei movimenti per il diritto alla casa
La casa, un diritto essenziale, è fonte primaria di speculazione per palazzinari, banche e finanziarie senza scrupoli. La situazione sta peggiorando causa disoccupazione, pensioni miserabili e stipendi da fame. Aumentano così gli sfratti, stimati in oltre 150mila in tutto il Paese.
Ne abbiamo parlato con Marzia Mecocci del Movimento lotta per la casa e della Rete fiorentina Antisfratto, ecco cosa ci ha detto:
"Nel 2023 avremo 2.400 sfratti solo in città. Negli anni di pandemia sono stati bloccati quelli esecutivi mentre il Tribunale ha continuato ad emettere altri provvedimenti. Nessun sostegno per chi ha perso il lavoro o ha visto ridotto l'orario. Sono stati tagliati i contributi per gli affitti, e anche il reddito di cittadinanza. Come movimenti per il diritto alla casa continueremo a tenere aperto il nostro sportello il venerdì alle 17 in via de' Pepi 47r, e a indirizzare le persone in base ai loro bisogni. Arrivano continuamente persone senza prospettive. Al momento dello sfratto esecutivo non c'è nessun confronto con le istituzioni.
Per questo ci mobilitiamo e cerchiamo di attirare l'attenzione con i picchetti, a volte sono utili anche solo per allungare i tempi in modo tale da lavorare su alternative plausibili. Difendiamo chi è sotto sfratto e proviamo a trovare soluzioni. Quando tutto fallisce rimane solo l'occupazione di immobili abbandonati perché non è possibile lasciare in strada famiglie con bambini, anziani, disoccupati.
Ora attraversiamo un momento buio, lo si capisce anche leggendo i dati sulle nuove povertà. La militanza nei movimenti per il diritto alla casa è importante perché le istituzioni non possono dimenticare o annullare le persone: se le buttano per strada resteranno per strada. Con la militanza si può fare tanto visto che le amministrazioni sono lontane dai bisogni dei cittadini in modo eclatante. Permettono evidenti speculazioni e ignorano chi resta senza casa. Non prendono in considerazione possibili cambi di destinazione d'uso per fare case popolari o per garantire affitti calmierati per chi può permettersi qualcosina in più. Una camera di uno studentato di 15 metri quadri può costare anche 850 euro al mese. Andranno così a studenti italiani o stranieri ricchi. La stessa camera, se si assentano, viene affittata ad altri. Oltre alle zone centrali anche nelle periferie i prezzi aumentano, la speculazione si allarga, prevalentemente nelle zone toccate dalla tramvia".
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Le richieste della Rete Antisfratto
- Aumento di case popolari, con la riconversione ad uso abitativo di tutti gli edifici pubblici dismessi -- anche con lo strumento dell'autorecupero -- e il blocco di tutte le operazioni speculative, con l'assegnazione di tutti gli alloggi ERP tenuti vuoti per mancanza di manutenzione e con l'utilizzo di almeno una parte dell'enorme patrimonio edilizio sfitto.
- Intervento dello Stato per garantire con adeguate risorse un affitto sociale a chi viene discriminato dai prezzi del libero mercato e dal carovita e un concreto sostegno al reddito per chi non arriva a fine mese.
- Taglio delle spese militari e forte tassazione per i grandi proprietari immobiliari e per le grandi ricchezze, per sostenere la spesa sociale e un supporto economico per i piccoli proprietari colpiti dalla mancata riscossione degli affitti.
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Uscito sul numero 250 (Aprile 2023), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
