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IL RACCONTO
Penso positivo
Fraska · Fuori Binario n. 250, Aprile 2023, pagina 8
!Il Racconto
Rubrica: Il Racconto | Autore: Fraska
Un'altra giornata nel ghetto, lontano dalla città dei turisti, ma ancora non rassegnati a strisciare lungo i muri
> "Dacci, o Apollo, una dimora nostra, a questi uomini stanchi dona una terra, una posterità, una patria che duri nel tempo, un'altra Pergamo troiana." > (Preghiera di Enea, Eneide, Virgilio)
Salute a voi, mi presento, io sono un tipo qualunque, anche se in pessime condizioni, e lo dico senza patetismi.
Aspetto che l'emendamento "emergenza selvatici" del governo, che permette di sparare a qualsiasi cosa si muova, ma soprattutto ai cinghiali (miei simili), colpisca anche me.
Dovrei restare emotivamente positivo? Why not? Faccio qualche esempio: il buon giorno si vede dal mattino e, se hai visto il giorno, è già tanto in questi tempi bui; la minestra di pane, con il vino al posto dell'olio, è buona e, se l'allunghi con l'acqua, mangi bene anche il giorno dopo.
Dove si mangia in due, si mangia in tre. Questa ragazza nel mio letto, con cui mi sveglio e che si lamenta del mattino al momento di alzarsi, è più simpatica del trillo triste della sveglia. Lo sai, no? Anche gli uccelli in gabbia cantano, e ci sarà un perché.
Forse i perché sono sempre troppo pochi... vi ricordate i bambini quando da piccoli chiedono, insistentemente e persecutoriamente: "perché perché perché?"?
Non perdere il filo del discorso, anche se sembra che stia divagando, ma rifletti. Anzi, riflettiamo: non sto scrivendo per me o per vanità. Sto scrivendo perché questo momento storico richiede un'azione. Non si può strisciare lungo i muri sperando che nessuno ci veda, come blatte.
E purtroppo devo tornare a parlare del quartiere, quello in cui i turisti yankee non vogliono venire ad abitare. Quello di cui quel giornale (sai bene quale) parla sempre male solo perché fa notizia, ma dimentica di dire che la ferrovia ci ha tagliati fuori dal resto della città e che dobbiamo attraversare due sottopassaggi per arrivare ad un autobus; che quando piove i sottopassi sono allagati, ma ci dicono: "tranquilli, c'è il ponte sopra la ferrovia". Vero, vero, ma alle ore 20 in punto il ponte chiude e, cazzo, stamattina la porta antipanico che dovrebbe farmi da uscita era bloccata.
Attacco di panico? No bella gente, ci sono abituato. È solo un'altra giornata nel ghetto: penso positivo e resto fuori binario.
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Uscito sul numero 250 (Aprile 2023), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
