Archivio › Fuori Binario n. 248 · Febbraio 2023 › pagina 4
AMBIENTE
Ultima generazione: visti da vicino
Imbrattano opere d'arte e bloccano il traffico: sono vandali, disturbatori, terroristi? Abbiamo partecipato ad una delle loro riunioni aperte. Ecco cosa abbiamo capito
Barbara Imbergamo · Fuori Binario n. 248, Febbraio 2023, pagina 4
Giovani. Consapevoli. Determinati. Coraggiosi. Queste sono le impressioni più forti che ho ricavato dalla partecipazione a una riunione on line con Martina, Samuele, Laura, Simone, Daniele e altre/i ancora di Ultima Generazione una domenica pomeriggio di gennaio.
Molti i partecipanti, di tutte le età, ospitati da attiviste e attivisti che spiegano, pacatamente, senza retorica, la loro preoccupazione per il cambiamento climatico, offrono dati, evidenze scientifiche, forniscono link a materiali e cercano di offrire chiarimenti. Spiegano che un aumento medio di 1,5 gradi sul globo terrestre significa circa 7 gradi in più nei territori abitati, che questo comporterà siccità, carenza di cibo, nuove grandi migrazioni, rappresaglie, guerre. Fanno presente che l'Italia, e il Mediterraneo nel suo insieme, diventerà presto, almeno in parte, inabitabile, che a breve saremo noi i migranti climatici in cerca di cibo che saranno respinti ai confini. Insomma - dicono - non c'è altro tempo da perdere.
Gli attivisti di Ultima generazione sanno molto bene che affrontare questo argomento produce malessere, depressione, senso di impotenza. Affermano di ritenere molto più doloroso e deprimente non agire e accettano di buon grado una o più denunce, il carcere, i tribunali piuttosto che i rischi che l'umanità sta correndo. Dicono: "Essere arrestati non è la fine del mondo: è più bello fare finta di essere normali in un mondo che sta crollando a pezzi?"
Conducono la riunione con autorevolezza e tranquillità, non si ergono a "eletti", sanno includere, cercando di chiamare altre/i ad agire, scelgono una modalità di conduzione partecipata e diffusa, non c'è un portavoce, la parola viene presa a turno, da chi pensa di poter parlare e, a differenza di molti altri contesti, le donne che prendono parola sono tante. Tutte/i parlano per dire qualcosa, non per bearsi all'ascolto della propria voce. Sono radicali senza fare appello a slogan conosciuti. I loro modelli ispiratori sono quelli della disobbedienza civile non violenta come ad esempio, dicono, le suffraggette ottocentesche. La loro idea è di fare azioni semplici, replicabili, non azioni eclatanti alla Greenpeace che richiedono denaro e non sono alla portata di tutte/i.
Sembrano qualcosa di veramente nuovo nel panorama politico italiano. Qualcosa che bisognerebbe stare attenti a non "sporcare" con le solite dinamiche politiche e di movimento già note e collaudate nella loro inutilità. E la differenza la si coglie quasi tutte le volte che i meno giovani in ascolto prendono la parola nell'assemblea facendo le solite proposte - pavide, prevedibili, ripetute, stanche - di creazione di reti con le associazioni di categoria, piccoli bio-distretti, di una lettera, una raccolta firme, un appello. Loro ascoltano. Non cestinano nulla ma dicono: "Abbiamo solo bisogno di persone che si aggiungano a questa resistenza civile non violenta. Noi abbiamo solo due semplici richieste per il governo: Immediato NO alla riapertura delle centrali a carbone e no nuove trivellazioni e immediato Sì all'attivazione di 20 gigawatt di rinnovabili. Noi sappiamo che petizioni, cortei, non vengono documentate dai media, non portano nessun cambiamento. Le azioni di disturbo ai musei, sul muro del Senato, provocano dibattito, scandalizzano è vero, ma riescono a farci ascoltare se non (ancora) dalla politica almeno dai cittadini".
Nel corso della riunione molti adulti hanno declinato l'invito all'attivismo, qualche giovane sembra avere, invece, intenzione di unirsi. Martina, che di professione fa la maestra, e avrà poco più di vent'anni, a più riprese parla a nome di Ultima generazione dicendo: "Occorre attivarsi, non pensiamo tanto a noi stessi pensiamo ai bambini, ai vostri figli, ai vostri nipoti".
Tutti noi, fin quando non troveremo il coraggio di partecipare in prima persona, possiamo almeno sostenerli con un contributo economico che serva per le spese legali, è spiegato qui: https://ultima-generazione.com/donazione/.
"Ci siamo trovati seduti per un'ora sulla neve e in pozzanghere gelate, maledicendo la nostra idea di salire pur sapendo che avrebbe nevicato. Ho capito solo dopo che eravamo al cospetto di un gigante e che, nonostante il collasso climatico, era giusto che anche il Monte Bianco si facesse sentire. Avevamo bene in mente che c'è chi attraversa queste Alpi in scarpe da ginnastica, di giorno e di notte, senza aver mai visto la neve nella propria vita. A noi sono toccate coperte termiche e tè caldo in commissariato. A loro che cosa tocca? E che cosa vivremo tutti tra pochi anni? È stata l'azione più umana a cui abbia partecipato". - Beatrice, 29 anni
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Uscito sul numero 248 (Febbraio 2023), a pagina 4. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
