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Archivio › Fuori Binario n. 248 · Febbraio 2023 › pagina 7

ATTUALITÀ

Senza residenza, addio diritti

L'Associazione Periferie al Centro, editrice di Fuori Binario, è impegnata da anni a fianco dei senza dimora in questa battaglia fondamentale per l'accesso ai servizi

Alessandro Simoni e Gianna Innocenti · Fuori Binario n. 248, Febbraio 2023, pagina 7

In questo spazio mensile dedicato alle attività di "Periferie al Centro", editore di Fuori Binario, era inevitabile incominciare con quella che è stata una delle prime battaglie dell'associazione, ossia agire concretamente per dare a più persone possibile una "residenza", che può sembrare questione meramente burocratica, ma è invece il presupposto inaggirabile per godere pienamente di molti diritti, anche essenziali.

Chi ci venga a trovare noterà uno scaffale con tante cartelle in ordine alfabetico, dove si accumula la corrispondenza di persone con storie e percorsi di vita molto differenti, che quando possono si fermano a scambiare due parole e a ritirare quanto è arrivato a loro nome. Quasi mai lettere personali, ma tanta corrispondenza per pratiche varie.

Queste persone sono un pezzo di storia vivente dell'associazione, visto che il loro legame con la sede di via del Leone risale a quando Periferie al Centro era stata autorizzata dal Comune di Firenze a fungere da residenza ufficiale di molte persone senza tetto o comunque senza una dimora stabile. Anni in cui da parte dell'amministrazione comunale vi era uno sforzo concreto di creare condizioni che facilitassero l'accesso ai servizi di base da parte di persone in ogni caso legate alla città.

È passata molta acqua sotto i ponti della politica, e il vento è cambiato ovunque in una direzione favorevole all'allontanamento piuttosto che all'inclusione, e l'iscrizione anagrafica è stata piegata a nuove funzioni. Nelle città "di destra" come in quelle "di sinistra".

Nella pratica, questo si è tradotto a Firenze nel divieto di concedere nuove "residenze virtuali", che ora possono essere accordate solo in sedi direttamente gestite dal comune a patto di sottoporsi a percorsi controllati di integrazione. Non più un diritto quindi, ma un "premio" per chi accetta di riorientare la propria vita in una certa direzione, inevitabilmente decisa da altri.

Questa è stata però solo una prima tappa, a cui è seguita una politica ancora più aggressiva, nella quale l'amministrazione cercava ogni appiglio possibile per revocare anche le residenze già concesse presso Periferie al Centro, e così eliminare questa imperfezione nella geometria impeccabile del nuovo sistema. L'associazione ha opposto - legittimamente e gentilmente - resistenza, non per un interesse proprio (non traendo beneficio alcuno da questo servizio), ma in nome di quello dei propri "residenti", che preferivano avere a che fare con amici piuttosto che occhiuti funzionari e solerti assistenti sociali.

Va detto, a onor del vero, che l'atteggiamento attuale di Palazzo Vecchio è di "non belligeranza" e l'atipicità di Periferie al Centro non sembra oggi disturbare più di tanto, non fosse altro che per i numeri limitati dei residenti residui. Vi sono poi fronti più complessi per le amministrazioni che cercano di liberarsi delle presenze scomode e non prendersi carico, con la concessione della residenza, di persone che non corrispondono alla tipologia di cittadine e cittadini "ideali", come ad esempio quello delle decisioni giudiziarie che stanno cercando di ricondurre l'anagrafe a quello che dovrebbe essere il suo compito, che non è certo quello di strumento per il respingimento artificioso di specifiche categorie di persone.

Se Periferie al Centro non può più "offrire la residenza" ad altre persone che ne avrebbero la necessità, certamente rimane un luogo dove si è andato accumulando un capitale di competenze, esperienze, riflessioni e una rete di contatti sui problemi correlati all'iscrizione anagrafica e alla sua occulta, ma molto incisiva, strumentalizzazione politica. Se vi interessano questi temi, avete già una buona ragione per venirci a trovare.

Pagina 7 del numero 248 Uscito sul numero 248 (Febbraio 2023), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero