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Archivio › Fuori Binario n. 247 · Gennaio 2023 › pagina 8

RESTIAMO ANIMALI

Lo spauracchio del lupo cattivo

Guadagnucci e Lattanzi · Fuori Binario n. 247, Gennaio 2023, pagina 8

Tornano di moda gli avvistamenti di lupi nei pressi di città e centri abitati (anche a Firenze). Si è parlato - anche - di persone accerchiate e minacciate; insomma sta tornando in auge la psicosi del lupo cattivo. È bene ricordare, allora, che non risultano, almeno negli ultimi due-trecento anni, casi di persone aggredite da lupi, essendo questi animali quanto mai schivi. Tanta diffidenza non ha impedito - sempre la storia lo insegna - che si arrivasse vicini alla loro estinzione per mano umana; sterminio scongiurato grazie a misure di protezione relativamente recenti. Misure che sono oggi nuovamente nel mirino: non solo dei cacciatori, tradizionalmente ostili al lupo (visto, più o meno, come un concorrente nelle predazioni), e degli allevatori (che vorrebbero frequentare i pascoli senza tenere conto degli animali selvatici), ma anche di amministratori e politici che da un lato vogliono mostrarsi dalla parte di tali categorie, dall'altro sposano la "caccia al selvatico" come un succedaneo delle politiche sulla sicurezza, col lupo a fare le veci del "criminale" o del "diverso" di turno. Il parlamento europeo nelle settimane scorse è arrivato a votare un ordine del giorno per ottenere il declassamento della protezione del lupo, in appoggio a una richiesta espressa dalla Svizzera nella sede specifica, la Convenzione di Berna sulla Conservazione della Vita selvatica, istituita nel 1979 e della quale fanno parte 49 paesi. La Svizzera ha ottenuto solo 6 voti su 30. La minaccia per ora è sventata, ma la caccia - non solo metaforica - al lupo è destinata a continuare.

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Pagina 8 del numero 247 Uscito sul numero 247 (Gennaio 2023), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero