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IL RACCONTO
Il giorno del giudizio
... la legge cerca, scava, incastra... dove vi nasconderete?
Fraska · Fuori Binario n. 244, Ottobre 2022, pagina 9
Oggi mi sono fermato davanti al Palazzo di Giustizia, uno dei templi del potere. Non ne ho potuto fare a meno per colpa di un invito scritto dal tribunale di Firenze. Cosa vi posso dire... cadere dentro uno dei tranelli dei potenti è più o meno facile. Può dipendere da voi, ma può dipendere da altro. Succede anche senza fare niente di troppo insensato. Andatevi a leggere su internet cos'è il "carcere bianco". Sono sfumature. Sfumature, sì, ma che lasciano rughe e cicatrici sul corpo di chi ci passa. E chi ci passa? Noi tutti, bastardi (credevate di scampare?), la legge cerca, scava, incastra... dove vi nasconderete?
La polizia è persecutoria, i giudici maniacali e Falcone e Borsellino sono là in una foto che ammirerete sulle pareti di ogni questura, ma da soli e solo in cuor vostro.
Non stiamo a chiederci perché ne parlo. Ognuno ha le sue ragioni, i suoi complotti, le sue teorie, e la mia vita fondamentalmente non ha giustificazioni: dissoluta? avara? egoista? negligente? Forse... vogliamo parlare del pubblico ministero??? Oh sì, lo conosciamo, nevvero? Bene, decidiamo allora come comportarci.
Io lo so che sono finiti quei processi che avevano quasi senso, quelli dove ci si riuniva in tribuna e non si era mai meno di coloro che con la forza cercavano di spingerci fuori oltre le porte della sala dove si svolgeva l'udienza. Dove la solidarietà era strettamente connessa con la conoscenza dell'imputato e il caso che lo riguardava.
Mille questioni... ma di cosa stiamo parlando esattamente non lo sappiamo neanche noi. Troppe trappole, discorsi contorti, metafore distorte. Ci si annichilisce, infine, e senza accorgersene nemmeno si finisce per ubbidire a un padrone invisibile ma dal pugno di ferro. Ci si riduce ad aspettare l'elezione di un premier mafioso che per giustificare sé stesso concede un'amnistia. Credete stia scherzando? Guardatevi attorno... senza farvi venire il mal di testa. O il nervoso.
Fondamentalmente non mi aspetto niente e forse sono un disperato con un piede letteralmente nella fossa. Mi resta solo la sincerità. Quando parlo e mi confronto dico solo ciò che penso, nient'altro. Il dubbio è cosa aspettarsi dalla controparte e già che è periodo mi auguro che per le elezioni abbiate fatto il vostro dovere e abbiate avuto le idee chiare. Io per un po' scriverò da dietro queste sbarre.
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Uscito sul numero 244 (Ottobre 2022), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
