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Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 8

ATTUALITÀ

Tra i ragazzi della Piazza del Mondo

Viaggio a Trieste per toccare con mano la realtà delle migrazioni

Alice Gibbi · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 8

Il Progetto Ubuntu della Comunità delle Piagge è nato per guidare un gruppo di ragazzi nell'esplorazione dei frammenti di Africa che in Italia si stanno legando sempre più profondamente alle realtà locali. Il nome è preso da un'etica sub-sahariana, i cui ideali suggeriscono anche l'approccio scelto verso il progetto stesso: valorizzare le relazioni interpersonali, esercitando compassione e rispetto verso gli altri.

Dopo una serie di conversazioni sia con chi aiuta i migranti che con i migranti stessi, abbiamo deciso che era arrivato il momento di mettersi in azione e abbiamo scelto due mete da poter visitare, una delle quali era Trieste, dove opera l'associazione Linea D'Ombra. "In questa piazza si riflette lo stato del mondo" ci ha detto Gianandrea Franchi, vicepresidente dell'associazione. In effetti, passare qualche minuto in piazza della Libertà, o piazza del Mondo, come la chiamano qui, è come fare un check up completo alla desolata situazione politica europea. Una quarantina di ragazzi sono seduti per terra, mangiando il pollo offerto loro dai volontari sotto lo sguardo attento della statua della principessa Sissi. Alcuni sono qua da qualche giorno ma la maggior parte sono arrivati ieri sera, come si può dedurre dai pantaloni sporchi di fango, dalle scarpe consunte dalla strada e dagli occhi stanchi. Attorno a loro volano gabbiani, che cercano di raccogliere qualche briciola di pane, visto che il loro territorio di caccia abituale è occupato da enormi navi da crociera.

Il resto della piazza è occupato da personaggi variabili: sulle panchine a volte siedono dei turisti che aspettano alla fermata del FlixBus, altre volte, ai margini della strada, compaiono le volanti della polizia. I volti più riconoscibili sono quelli dei volontari, uomini e donne estratti da ogni strato sociale, giovani universitari, adulti che lavorano o in pensione. Ognuno si ritrova perfettamente nel suo ruolo: c'è chi assiste i migranti provvedendo al primo soccorso, altri distribuiscono il cibo, alcuni fanno da traduttori. Gesti semplici, diretti, fatti come si fa ciò che si deve, perché dare un paio di pantaloni puliti e del cibo a chi è stanco e affamato non è un gesto eroico.

Quando non c'è nulla da fare ci sediamo insieme ai ragazzi, che a volte raccontano le loro storie. La maggior parte sono ragazzi giovani, scappati dal loro paese per necessità economiche o per evitare la guerra. Altri sono adulti, hanno una famiglia da sostenere e tengono le foto dei loro figli nel cellulare. Una mattina viene condiviso un articolo di un giornale triestino che critica la situazione in piazza. Quel pomeriggio i volontari si scambiano sguardi amareggiati e scuotono la testa con rabbia. "In linea di principio hanno ragione" dice qualcuno. "Se lo Stato aiutasse gli immigrati non dovremmo essere qui". In effetti, nessuno è contento che i ragazzi dormano in piazza, ma chi ha scritto l'articolo ha paura di fare brutta figura davanti ai turisti, gli altri si preoccupano del benessere delle persone in fuga.

Pochi giorni dopo, la polizia arriva in piazza e chiede i documenti. La sera, vengono fatte delle multe a chi dorme per terra, come se l'avessero scelto. Uno strano presentimento nasce nei volontari dell'organizzazione. Chissà per quanto riusciranno a continuare. Una cosa è certa: non si vogliono nascondere.

Pagina 8 del numero 243 Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero