Archivio › Fuori Binario n. 243 · Settembre 2022 › pagina 12
SE HAI, HAI PER DARE
Fondazioni bancarie, qual è il problema?
Antonella per MAG Firenze · Fuori Binario n. 243, Settembre 2022, pagina 12
Là dove non arriva lo Stato Sociale è forte nel nostro Paese l'operosità degli enti non profit e uno spirito solidaristico forte della cittadinanza. La presenza degli enti non profit si evidenzia sempre di più in momenti di crisi economica e politica in cui, l'assenza di quest'ultima, anima la società civile ad auto organizzarsi per sopperire al mancato compito delle scelte politiche, il ruolo dello Stato, di "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese" (Cost. art. 3 c.2).
Un ruolo di forte supporto all'insufficiente operato delle politiche attive di stato sociale è dato dalle Fondazioni bancarie, che erogano denaro sul territorio, a pioggia, garantendo l'operatività del "secondo welfare". Potremmo pensare "che bello, meno male che ci sono loro", ma cercando di "scavare" come e da dove arrivano questi soldi distribuiti possiamo vedere che anche questo meccanismo ha le sue falle, basate su un sistema iniquo.
Le Fondazioni bancarie distribuiscono sui territori quelli che sono gli utili derivanti dalle attività delle banche, pertanto da un'attività economica che dovrebbe essere solo di supporto al sistema che invece è diventata anch'essa parte centrale del sistema e produttrice di denaro dal denaro (il sogno di Pinocchio...).
L'aspetto più immediato da valutare è proprio il sistema del credito, da cui nascono le banche, mettendo in relazione chi ha denaro che non usa e chi necessita denaro per un periodo per poi restituirlo. Già dalle basi vediamo che chi ha riceve un beneficio economico (interesse attivo) e chi non ha subisce il peso di non avere (interesse passivo), sistema che acuisce le disuguaglianze. Per non parlare di strumenti più complessi, gestiti anche da fondi di investimento che non esitano a chiudere aziende in salute per guadagnare altrove di più, creando crisi economiche/sociali sui territori in cui operano. Oppure il ruolo di alcune banche nel commercio di armi, facendo utili con la mano destra ed erogando fondi ad associazioni umanitarie con la sinistra.
Siamo sicuri che questo sistema sia così virtuoso?
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Uscito sul numero 243 (Settembre 2022), a pagina 12. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
