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Archivio › Fuori Binario n. 242 · Estate 2022 › pagina 9

LEGGE E FUORILEGGE

Cronache dall'inferno

Estate a Sollicciano: celle sovraffollate, roventi come fornaci, infestate dalle cimici. La denuncia del cappellano: "Detenuti abbandonati agli psicofarmaci e alla droga".

Stefania Valbonesi · Fuori Binario n. 242, Estate 2022, pagina 9

Carcere di Sollicciano nella morsa di un'estate impazzita. Un'emergenza che si ripete tutti gli anni, ma che ogni anno diventa sempre più grave. Celle dove il termometro non scende sotto i 40 gradi di giorno e di notte, infestate dalle cimici che mordono a sangue i detenuti, passeggi dove fra l'umanità e il cielo insiste una rete metallica piena di escrementi di piccioni, calcinacci che si staccano da una struttura fatiscente, rifiuti di ogni genere gettati dalle celle. Neanche il cielo dà conforto, in questo girone infernale.

E tutto ciò è ancora solo il contorno. Come denuncia il cappellano del carcere don Vincenzo Russo, la popolazione tossicodipendente è altissima. E non solo dipendenze contratte fuori, ma anche dentro quelle mura. Perché la droga circola in carcere. "La tossicodipendenza prevede che ci sia anche un programma riabilitativo. Ma come si fa a mettere in atto un programma riabilitativo quando gli educatori sono 4-5, gli psicologi 2-3, a fronte di una marea di detenuti? Penso ci sia un'ipocrisia di fondo. Chiediamoci perché il detenuto viene abbandonato così, senza poi parlare di chi diventa tossicodipendente in carcere. Dentro il carcere c'è spaccio di droga, gira la droga, e questo va detto, come mai non si deve dire?".

Dipendenze da sostanze che si allacciano anche ad altre, riconosciute e legali. Perché quando ogni giorno è uguale all'altro e la speranza muore, serve la "pillola della felicità", tavor o altro, psicofarmaci leggeri che per qualche tempo mettano in pausa l'angoscia e il cervello, serviti dai carrelli che nel pomeriggio arrivano nei corridoi. Un campanello d'allarme che è come la sirena dei pompieri.

"L'aumento dei disturbi psichici all'interno del carcere di Sollicciano è arrivato fino al 49,2% della popolazione carceraria - dice Massimo Lensi, Progetto Firenze, radicale, che da 25 anni segue il problema di Sollicciano - è un dato altissimo, perché poi il disagio psichico come si realizza all'interno del carcere, e come viene trattato, a livello preventivo? Sappiamo che all'interno di Sollicciano esiste una sezione speciale, ATSM, ovvero Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, ma cosa può fare una sezione per la salute mentale, che altro non è che un "repartino" come si chiamava negli anni '70, per attenuare questo fenomeno?".

Un problema, quello delle fragilità psichiche, che aveva visto una svolta nella sentenza della Corte Costituzionale n. 99, che parla di "domiciliari umanitari", come spiega Lensi, "domiciliari in deroga. Il carico deve essere preso dalla Regione Toscana, per tutti coloro che hanno un disagio psichico accertato".

C'è da chiedersi quando e come venga applicato, quando il 49% della popolazione carceraria dell'istituto fiorentino ha problemi psichici, rinchiusa all'inferno, esposta a punte di 42 gradi di calore, in preda alle cimici e massacrata da dipendenze legali o no.

Ma anche da situazioni che nel migliore dei casi si possono definire incomprensibili: "La nuova cucina inaugurata dal precedente direttore è già inagibile, mentre la distribuzione degli alimenti nelle celle avviene senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie, le chiavi per raggiungere le zone di raduno in caso di terremoto sono, nelle ore notturne, in luoghi lontani. La situazione è insostenibile, la città deve affrontarla e farsene carico - conclude don Russo - In carcere ci sono i poveri, più che i 'criminali'. Questa è una verità che la politica rimuove".

Pagina 9 del numero 242 Uscito sul numero 242 (Estate 2022), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero