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LETTERE E OPINIONI
Se Israele uccide i giornalisti
Clara Baldasseroni · Fuori Binario n. 241, Giugno 2022, pagina 14
L'11 maggio è stata uccisa Shireen Abu Akleh, la famosa giornalista palestinese e storica corrispondente di Al Jazeera conosciuta in tutto il mondo. È successo mentre stava documentando un attacco dell'esercito israeliano all'interno del campo profughi di Jenin, nei Territori Occupati palestinesi, considerati sotto occupazione illegittima dalla risoluzione 242 delle Nazioni Unite e dalla IV Convenzione di Ginevra.
Abu Akleh, come scrivono i giovani palestinesi d'Italia in una lettera all'ordine dei giornalisti, indossava un giubbotto anti proiettile con la scritta "Press" e l'elmetto protettivo. Nonostante ciò un cecchino l'ha colpita all'altezza del collo, provocandone la morte immediata.
Il giorno del funerale i militari hanno aggredito parenti, amici, cari, tutti i presenti, strappando loro le bandiere delle Palestina con cui stavano partecipando alle onoranze funebri, rischiando di far cadere il feretro che veniva trasportato a spalla.
Negli ultimi 10 anni sono stati 24 i giornalisti palestinesi uccisi dall'esercito israeliano. "Assassinare i giornalisti in un contesto di occupazione militare - scrivono i giovani palestinesi - significa silenziare la voce di chi lavora per documentare ciò che accade, a partire dalla violazione dei diritti umani e dei crimini di apartheid commessi da Israele".
Nel 2021 è stato abbattuto il palazzo che ospitava Al Jazeera e Associated press nella striscia di Gaza. L'uccisione di Shireen costituisce l'ennesima chiara violazione del diritto umanitario internazionale, che invece dovrebbe garantire protezione alla professione giornalistica. I giovani palestinesi chiedono al presidente dell'ordine dei giornalisti di riservare la stessa attenzione alla tutela dei giornalisti palestinesi, così come è stato fatto nel caso di chi oggi si trova in Ucraina. Infine chiedono che l'ordine si esprima nei confronti della Rai, il servizio pubblico italiano, che deve essere imparziale per ciò che concerne l'accesso all'informazione, perché per quanto riguarda l'omicidio di Abu Aqleh ha cercato di occultare la responsabilità dei militari israeliani, definendo la sua uccisione frutto di uno "scontro".
Clara Baldasseroni
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Uscito sul numero 241 (Giugno 2022), a pagina 14. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
