Archivio › Fuori Binario n. 241 · Giugno 2022 › pagina 7
ATTUALITÀ
Firenze è per chi spende, per gli altri c'è il daspo
Francesca Conti · Fuori Binario n. 241, Giugno 2022, pagina 7
Ordinanze, telecamere, zone rosse: la "lotta al degrado" dell'amministrazione è sempre più ossessiva ed escludente
Prosegue senza sosta e senza ripensamenti la corsa al "decoro" e alla lotta al "degrado" dell'amministrazione fiorentina. Abbiamo parlato molte volte dell'ossessione securitaria che mette in competizione Partito Democratico e Destre, Minniti che insegue Salvini e lo supera in repressione. A livello locale i sindaci e gli assessori sceriffi da una ventina d'anni - e ultimamente con maggior frequenza, grazie ai decreti sicurezza governativi - hanno emanato ordinanze contro mendicanti, senza dimora, istituito zone rosse da cui allontanare chiunque non sia un consumatore o un turista da spennare. Il nuovo regolamento di Polizia locale approvato il 27 aprile scorso dal Consiglio comunale di Firenze, con il solo voto contrario dell'opposizione di sinistra, è l'ultimo tassello nella costruzione di una città mercificata funzionale non a chi la vive ma soltanto alla rendita immobiliare e a chiunque voglia estrarne ricchezza.
La vera novità è il mini daspo di 48 ore, un provvedimento di allontanamento per due giorni da alcune aree specifiche della città per ubriachezza molesta, atti contrari alla pubblica decenza, commercio abusivo. Sono 24 aree in tutta la città, di cui otto nel Quartiere 1, con una particolare concentrazione nell'area Unesco. Fuori dall'area Unesco si tratta principalmente di zone di spaccio. E la domanda scontata è: a cosa serve un daspo urbano quando si è in presenza di veri e propri reati? La prevenzione del reato è cosa diversa dalla dissuasione, mentre la "condanna preventiva" non è altro che esercizio totalitario del potere. Serve forse a mostrare i muscoli delle istituzioni a favore delle televisioni al di là della vera efficacia della misura?
Alle telecamere attaccate a pali e muri, invece, il ruolo di dissuadere: telecamere smart, telecamere 2.0, naturalmente "intelligenti" che autonomamente allertano la polizia urbana sulle base di algoritmi di riconoscimento di oggetti e persone, ma anche di comportamenti ritenuti non consoni. Telecamere che registrano e producono dati che arricchiranno il database delle aziende che producono le telecamere 2.0, telecamere munite di un software dove anche il gesto umano viene ricondotto alla norma. Telecamere adatte e predisposte al riconoscimento facciale anche se l'amministrazione ha dichiarato essere una prerogativa che il Comune non adotterà.
Nardella sembra ignorare i numerosi studi che certificano come i programmi di controllo comportamentale e di predizione del crimine non fanno altro che rinsaldare le discriminazioni razziali e sociali. Il software che si autoistruisce si nutrirà perciò di dati viziati dal bias sociale e razziale preesistente non facendo altro che esercitare una nuova esclusione, rinsaldando e potenziando quei pregiudizi.
E non è un caso che i comportamenti da perseguire per il regolamento urbano siano quelli connessi ai lavavetri, ai cosiddetti venditori abusivi, ai senza dimora. E non è un caso che le scritte sui muri che il Comune deve cancellare non siano tutte ma soltanto quelle offensive e quelle che contengono una critica politica. E no, non è un caso neppure che la destra che siede in Consiglio comunale abbia rivendicato questo nuovo regolamento.
EXspiro, la colomba imprigionata: a marzo scorso fu posta sul sagrato della chiesa di S. Spirito questa installazione che simboleggiava la morte del quartiere.
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Uscito sul numero 241 (Giugno 2022), a pagina 7. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
