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Archivio › Fuori Binario n. 241 · Giugno 2022 › pagina 6

TECNOLOGIE

Divario digitale

Gilberto Pierazzuoli · Fuori Binario n. 241, Giugno 2022, pagina 6

L'accesso a diritti fondamentali è subordinato a strumenti e competenze che non tutti hanno

Non c'è investimento e progetto della Pubblica Amministrazione che non preveda la digitalizzazione delle procedure e degli accessi ai servizi. Le misure anti Covid hanno poi accentuato la tendenza. Tutto andava prenotato in linea, i pagamenti si dovevano fare in linea; i certificati si scaricavano, e ormai si scaricano, dalla rete. Agli sportelli, anche a quelli privati come le banche, si accede su prenotazione, ma molte operazioni ormai si fanno in rete. La tecnologia digitale è ormai pervasiva e le strutture burocratiche non potevano che adeguarsi. Del resto si tratta di modernizzazione, una parola magica che riempie la bocca di quei politici che vogliono mostrarsi al passo con i tempi.

I risultati delle analisi li puoi finalmente scaricare dal tuo fascicolo sanitario anche se per problemi di sicurezza e di privacy la procedura non è molto semplice. Serve avere una identità digitale o un apposito lettore di smart card che devi attaccare a un computer dopo aver scaricato gli appositi drive. Per prenotare le vaccinazioni si aprivano delle finestre di tempo nelle quali ogni categoria di cittadini poteva accedere al servizio e lo poteva fare se era prontamente informato di queste aperture in modo di poter accedere ai posti disponibili, perché spesso si esaurivano velocemente, attraverso una procedura non difficile ma nemmeno totalmente scontata. Dico questo pensando che il problema del digital divide non è di così lieve portata come potrebbe sembrare.

Ma cos'è il "digital divide"? Esso descrive la difficoltà e la discriminazione che una parte non insignificante della popolazione subisce a causa della sua non alfabetizzazione digitale. Sicuramente una grande fetta della popolazione più anziana, non perché gli anziani non abbiano le facoltà cognitive per poter accedere all'uso di queste tecnologie. È che molti di essi sono vissuti per gran parte della loro vita in un universo analogico tanto da essere inizialmente infastiditi di dover ricominciare a imparare a vivere.

Siamo di fronte a una trasformazione antropologica della specie per la quale i nativi digitali, ogni volta che si presenta loro un problema, la prima cosa che fanno è quella di cercare una App che possa risolverglielo, mentre i boomer alfabetizzati sono invece infastiditi da questa sovrapposizione di procedure che rende obsoleto il vecchio modo di risolvere i problemi senza che ci sia un reale miglioramento della qualità della vita. Occorre così che uno accetti le nuove procedure diventate esistenziali e praticarle sino a che queste diventino una consuetudine, un abitudine che si possa così svolgere in automatico. Imparare qui si accompagna a un disimparare per poter vestire con disinvoltura l'abito digitale.

Ormai l'accesso a un dispositivo per collegarsi alla rete è indispensabile, occorre un telefono portatile personale per fare quasi tutto. Non basta più un computer per tutta la famiglia ognuno deve avere il proprio device. Tutto questo significa un aggravio dei costi che incide di più nelle fasce più basse della popolazione. Un abbonamento che garantisca abbastanza giga al mese per collegarsi in rete costa circa dieci euro sempre al mese; cifra da moltiplicare per ogni membro della famiglia a partire dai 14 anni (età di accesso alla scuola secondaria di secondo grado, ma a volte anche meno); cifra alle quale va aggiunto poi il costo dei device e del loro ricambio, essendo questi intrinsecamente merci a obsolescenza precoce, gravando così pesantemente sul bilancio familiare.

Ma forse il momento nel quale si è sentita di più questa difficoltà è stato a partire dal lockdown imposto come misura per combattere la pandemia, quando la scuola e molti lavori si sono dovuti fare on line. Per le famiglie numerose e di fascia bassa i problemi erano e saranno molti visto che il lavoro a distanza non è una pratica da poter abbandonare e che, in quell'occasione, esso si intrecciava con la Dad. Spesso genitori e figli dovevano spartirsi il computer e non c'erano abbastanza stanze in cui svolgere i compiti bastanti per tutti.

Oggi, lo stesso accesso ai diritti diventa dipendente da tutta una serie di apparati tecnologici il cui possesso è diventato vitale quanto il nutrirsi e l'abitare, ma senza che nessuno si prenda carico di garantire questi strumenti a tutti. La scuola e i datori di lavoro hanno dato per scontato la disponibilità di questi strumenti, penalizzando così non soltanto le fasce più basse ma anche le donne sulle quali il lavoro domestico si è dovuto intrecciare con quello a distanza, dilatando così il tempo della loro disponibilità.

Pagina 6 del numero 241 Uscito sul numero 241 (Giugno 2022), a pagina 6. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero