Archivio › n. 240

Archivio › Fuori Binario n. 240 · Maggio 2022 › pagina 5

CLASSISMO

Vite ai margini

Un fenomeno complesso e radicato che ha bisogno di risposte non emergenziali.

Giulia Mascagni · Fuori Binario n. 240, Maggio 2022, pagina 5

I numeri su citati descrivono un tema umanamente enorme seppur residuale rispetto al totale della popolazione: quello della marginalità estrema è un problema di pochi, statisticamente poco rilevante. Eppure, necessariamente, da affrontare.

È un problema di visibilità: chi è senza dimora non ha voce, non fa massa critica, non vota.

È un problema di mistificazione: considerare come urgenza imprevista una criticità radicata riduce la prospettiva dell'intervento, lo deresponsabilizza e rende più facile giustificarne il taglio drastico e gli eventuali insuccessi.

È un problema di semplificazione: un'analisi del fenomeno che perde di vista la dimensione della complessità parcellizza e standardizza gli interventi e ne comprime gli orizzonti, rendendoli superficiali.

Quello della marginalità estrema è poi un problema di violenza: talvolta agita, il più delle volte subita. A partire dalla perdita dello spazio che si considerava casa: evento traumatico che impone la riconfigurazione della quotidianità e mette in crisi l'identità. La violenza esplicita e ricorrente che colpisce in momenti di particolare vulnerabilità. La violenza indiretta e sottile, derivante dal mancato riconoscimento del bisogno, della dignità dell'autodeterminazione; perpetrata da narrazioni che omettono, escludono, cancellano e non contemplano versioni alternative.

I bisogni dominanti, ricorrenti e indifferibili sono quelli materiali, di base: un pasto caldo offerto o una coperta donata nelle notti più fredde. Ci sono però anche bisogni di ascolto e di riconoscimento, ovvero il desiderio di trovare interlocutori con i quali instaurare una relazione "alla pari" e non giudicante e di essere riconosciuti come individui unici, con una identità che precede e può (e deve) andare oltre la homelessness e con una storia personale significativa e significante.

Infine, accanto a questi - e spesso come conseguenza degli stessi - si delineano le necessità di cura dettate da una condizione psicofisica in veloce deterioramento. Perdere la salute è l'esito manifesto delle quotidiane deprivazioni subite, sommate e intrecciate al disagio psichiatrico e agli effetti di eventuali abusi di sostanze.

Una sfera del bisogno così complessa richiede un intervento profondamente rinnovato nei paradigmi di riferimento, nelle modalità e nei ritmi di presa in carico: un intervento proposto, offerto e liberamente accessibile. Un supporto articolato e multilivello capace di operare sul contesto sociale, ambientale e relazionale in cui la persona si vuole (re-)inserire. Il passaggio da un paradigma "a gradini" dal forte mandato rieducativo/riformativo, al riconoscimento del principio della casa come bene primario e diritto umano fondamentale, unito al riconoscimento di autodeterminazione del singolo anche nelle modalità e nelle tempistiche.

Le indicazioni presenti nel PNRR vanno in parte in questa direzione, prevedendo l'esplicita destinazione di fondi per l'Housing temporaneo e Stazioni di posta. Le puntualizzazioni già avanzate da fio.PSD e il suo monitoraggio attivo rappresentano una risorsa e un correttivo prezioso, per una rotta non facile da mantenere ma imprescindibile.

Pagina 5 del numero 240 Uscito sul numero 240 (Maggio 2022), a pagina 5. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero