Archivio › Fuori Binario n. 239 · Aprile 2022 › pagina 9
ATTUALITÀ
Trentamila in corteo con la GKN
A Firenze sfila la "classe dirigente". È in atto la costruzione collettiva di una proposta politica alternativa, da difendere con la lotta, con lo sguardo sempre rivolto a cosa accadrà domani.
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 239, Aprile 2022, pagina 9
Il 26 marzo a Firenze hanno sfilato i trentamila che non hanno voce né rappresentanza. Lungo, fitto e rumoroso, il corteo del movimento "Insorgiamo", nato dalla vertenza GKN, ha riempito le strade, i ponti e le piazze del centro bomboniera. Tanti, tantissimi, i giovani, sia nel corteo che nel comizio conclusivo: gli studenti medi, le militanti di Fridays For Future, i centri sociali di tutta Italia, il movimento disoccupati di Napoli e molti altri ancora. Tutti ragazzi e ragazze tra i 15 e i 25 anni, quelli che avevamo pensato annichiliti dal benessere e che invece erano lì, ad urlare la loro rabbia, a ribadire le loro proposte concrete per un cambiamento che non può proprio più attendere: scuola pubblica, riduzione della settimana lavorativa, contrasto alle delocalizzazioni, cura dei territori, democrazia partecipativa e rivendicativa, transizione ecologica vera e immediata, pace.
"Guardate i volti delle persone accanto a voi, guardate questa piazza da dove siete, perché io sinceramente non ne vedo la fine da qui - dice dal sagrato di Santa Croce una militante di Fridays For Future -. Questa piazza fa paura. La sola possibilità di immaginare un sistema nuovo fa paura. Noi facciamo paura. Ci riprenderemo tutto, non solo il futuro ma anche il presente".
Una piattaforma costruita interamente dal basso, senza intermediari, senza rappresentanza. Ed è questa l'unicità di Insorgiamo: la costruzione collettiva di una reale proposta alternativa, da difendere con la lotta, con lo sguardo sempre rivolto a cosa accadrà domani, a come possiamo anticipare le loro mosse, perché i rapporti di forza sono sfacciatamente squilibrati.
La mattina del 26 marzo, a poche ore dalla manifestazione, sui giornali locali si moltiplicavano le interviste all'advisor che ha rilevato GKN, Francesco Borgomeo, che con parole rassicuranti parlava di piano industriale, investimento di oltre 80 milioni, riconversione ecologica dello stabilimento, senza però dare nomi e dati concreti. Dichiarazioni che hanno lasciato dubbiosi e preoccupati gli operai, non solo della ex-GKN ma di tutte le altre fabbriche la cui riconversione sbandierata sulla stampa non si è mai verificata, Electrolux, Bekaert, acciaierie di Piombino, solo per fare qualche esempio.
"Dobbiamo essere classe dirigente - ha concluso dal palco Dario Salvetti, delegato RSU ex-GKN -, politica, sindacale, ambientalista, ecologista, radicale, che va alla radice dei problemi. Dobbiamo sentire tutti i giorni non il rumore della nostra voce, non il loro bla bla nocivo. Dobbiamo sentire il rumore assordante della plastica che invade il mare, dei fumi tossici che entrano in atmosfera, di chi non è con noi perché è precario. Sfidiamo l'attuale classe dirigente, se così la vogliamo definire, non solo in tema di diritti, di salario, ma anche con le loro parole. Andiamo a prenderci il cambiamento".
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Uscito sul numero 239 (Aprile 2022), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
