Archivio › n. 237

Archivio › Fuori Binario n. 237 · Febbraio 2022 › pagina 8

EMERGENZA CASA

Italia sotto sfratto

In Toscana 150mila famiglie in stato di "precarietà abitativa". Cinquemila rischiano di essere buttate fuori casa nel 2022.

Stefania Valbonesi · Fuori Binario n. 237, Febbraio 2022, pagina 8

Jacopo è un ragazzo toscano che ha dovuto dormire su una panchina e a cui, nel sonno, sono state rubate le scarpe, col risultato che si è dovuto aggirare in pieno inverno scalzo, fino a quando una persona di buon cuore, avendolo notato e fermatosi a parlare, lo ha condotto in un negozio e gli ha comperato un paio di scarpe nuove. Franco invece lavora in un ristorante e dorme sotto il loggiato di una piazza fiorentina, senza potersi lavare o riposare, e rischia di perdere il lavoro se continuerà a vivere così. Sono solo due delle tante storie di persone che subiscono la crisi e che non sanno letteralmente dove sbattere la testa per sopravvivere nella nostra città.

Suore che cacciano i senza tetto

Intanto continuano gli sgomberi di chi – italiano o straniero – cerca in luoghi abbandonati un rifugio. Uno tra gli ultimi si è verificato la notte dell'Epifania quando la polizia ha allontanato un gruppo di famiglie, circa una ventina con minori, fra cui sei risultati positivi e ricoverati all'albergo Covid fuori Firenze. Uno sgombero avvenuto sotto la pioggia, a sera inoltrata, dopo l'occupazione, a Natale, di un immobile sito in uno dei quartieri "bene" di Firenze, di proprietà delle Piccole Sorelle dei Poveri. Suore che forse hanno smarrito il Vangelo e il suo messaggio di amore e accoglienza dell'altro. L'ennesimo campanello d'allarme, che tuttavia continua a essere bellamente ignorato dalle istituzioni locali e da quelle nazionali, un altro sprazzo di luce su una questione, quella abitativa, che sta assumendo a Firenze e in tutta Italia i contorni di una delle crisi sociali più gravi che si siano verificate nel Belpaese dal dopoguerra ad oggi. Un'affermazione pesante che trova però la sua giustificazione nella composizione sociale delle persone che entrano nel vortice del disagio abitativo, che sono sempre più, come sottolineato dai sindacati degli inquilini, dall'Istat ma anche da associazioni come la Caritas, persone che non appartengono storicamente all'area del bisogno, ma componenti di quella fascia grigia per cui governo e enti locali stanno approntando il famoso social housing, ovvero abitazioni dedicate a chi "non è talmente povero da entrare nella graduatoria Erp e talmente ricco da poter inserirsi sul mercato"… Peccato che questa fascia di fatto sia ormai quasi totalmente precipitata dal grigio al nero profondo del bisogno tout court.

Riprendono gli sfratti nonostante la pandemia

Se occupazioni e sgomberi si susseguono (a Firenze in un mese si è riusciti a collezionare cinque occupazioni e altrettanti sgomberi, senza che ci sia stato un confronto reale con le famiglie in buona parte di working poors che si trovano nelle condizioni di dover occupare per abitare), per quanto riguarda gli sfratti la situazione non solo è gravissima, ma si sta denunciando anche un profilo inusitato almeno a Firenze: la loro molecolarizzazione, un fenomeno che li rende sempre più carsici, ovvero, di fatto, non fotografabili.

Tanto più da ora in poi, visto che dal primo gennaio è scattata la ripresa degli sfratti eseguibili, con l'annullamento totale della sospensione che aveva visto il congelamento delle esecuzioni per tutta la durata della prima e seconda ondata pandemica.

Il provvedimento del secondo governo Conte era scattato nel marzo 2020 ed aveva collezionato diverse proroghe, fino ad arrivare, col decreto Sostegni, alla ripresa graduale degli sfratti con tre passaggi temporali, che vedeva l'ultimo step nel primo gennaio 2022, quando sarebbero arrivate a eseguibilità le morosità sorte tra il primo ottobre 2020 e il 30 giugno 2021.

Secondo le stime dell'Unione Inquilini nazionale, si sta parlando di almeno 100mila sfratti esecutivi con forza pubblica, stima che potrebbe anche essere per difetto e che si sommerebbe con almeno 50-100mila esecuzioni immobiliari dovute a insolvenza per mutui o debiti.

A Firenze si paventa un ritorno all'annus horribilis del 2018, quando gli sfratti giunsero a 100-130 al mese, come ricorda Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia, per almeno 700 sfratti immediatamente eseguibili, come puntualizza Pierro Pierri, segretario regionale dell'Unione Inquilini.

Mancano dati e politiche adeguate

Quanto agli strumenti, sono proprio i segretari regionali delle due maggiori organizzazioni degli inquilini, Sunia e Unione Inquilini, a mettere sul tavolo la dibattuta questione della costituzione della commissione per l'emergenza abitativa. Una sorta di cabina di regia che vedrebbe la presenza di Corte d'Appello, Tribunale, Amministrazioni, Prefettura oltre ovviamente ai sindacati, che potrebbe procedere non solo alla calendarizzazione degli sfratti, strumento indispensabile per governare il fenomeno, ma anche alla sua conoscibilità reale, sia a livello di analisi dei dati che di approntare le misure specifiche e concrete. Anche perché, avvisano Grandi e Pierri, il vero rischio attualmente è la "carsizzazione" del fenomeno. "Non è possibile capire i numeri veri dell'emergenza, in quanto se non c'è raccordo fra Corte d'Appello, amministrazione, tribunale, sindacati, Prefetto, non si riesce a intercettare il vero numero degli sfratti – sottolinea Grandi –, se non entra in funzione la Commissione del disagio abitativo, è facile prevedere che ci sarà una situazione di caos incontrollabile, con le persone e le famiglie abbandonate a se stesse che andranno in ordine sparso o dal sindacato, o dagli assistenti sociali, o dall'avvocato, o dai vari sportelli antisfratto, o dall'amico dell'amico… Ciò che chiedevamo come sindacato inquilini, era una richiesta ragionevole di supporto per le famiglie e politicamente necessaria, dal momento che è l'unico modo per capire veramente l'emergenza". Altre aree metropolitane hanno raggiunto l'obiettivo della Commissione, Firenze è partita per prima e non è ancora arrivata. Perché?

E mancano anche i soldi

"Stiamo chiedendo a livello nazionale, anche per Firenze, l'istituzione di una cabina di regia, che faccia capo alla Prefettura, affinché il termine della sospensione degli sfratti trovi dei meccanismi per arrivare al passaggio da casa a casa, distinguendo fra rilasci a piccoli proprietari e situazioni ben diverse, che riguardano i grandi proprietari – dice Pierri –. È necessario anche trovare risorse per offrire sostegno alle famiglie in difficoltà. L'amministrazione comunale deve creare una riserva di case volano allo scopo di non lasciare in mezzo al niente le famiglie sottoposte a sfratto. Segnalo inoltre che non siamo resi partecipi e non veniamo interpellati da chi ha responsabilità amministrative e di governo per un confronto fra possibili soluzioni, anche di carattere transitorio, che permettano di affrontare una situazione di emergenza destinata ad aggravarsi. Aggiungiamo che, essendo in fase di esponenziale crescita del dilagare della pandemia, bisognerà rivalutare una possibile nuova richiesta di sospensione, e che, di fronte alla situazione, bisognerà anche intervenire velocemente".

Non c'è più tempo

Velocemente, anche perché la situazione rischia di diventare insostenibile. Ed è ormai una narrazione sbagliata, quella che racconta che a soffrire per la mancanza di casa siano solo gli extracomunitari.

"L'allarme ormai è suonato da un pezzo – dice Marzia Mecocci, del Movimento di Lotta per la Casa – e mi sentirei di dire che già oggi non riusciamo a capire quale sia il numero di persone che sta per subire o subisce uno sfratto. Dato incontrovertibile, ormai gli sfratti eseguiti sono quasi tutti per morosità, il resto è abbondantemente residuale. Ma oltre a ciò, il vero problema è anche il fatto che, nonostante il blocco, i procedimenti sono andati avanti senza tuttavia che le tappe siano state comunicate. Ci troviamo sempre di più di fronte a famiglie che si ritengono ancora 'al sicuro', dal momento che hanno ricevuto solo una prima notifica, e che invece si ritrovano con la forza pubblica alla porta senza essere preparate. Per quanto ci riguarda, invitiamo tutte le persone che hanno ricevuto almeno un avviso di sfratto a recarsi presso l'Urp del Tribunale per fare un controllo della propria posizione. Tutto ciò complica enormemente le cose, soprattutto se si vuole avere un quadro attendibile della situazione".

Pagina 8 del numero 237 Uscito sul numero 237 (Febbraio 2022), a pagina 8. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero