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Archivio › Fuori Binario n. 236 · Gennaio 2022 › pagina 13

UN MONDO GANZO È POSSIBILE

Il futuro dell'automobile richiede uno sforzo di fantasia per trasformare ogni veicolo in un mezzo multifunzione

Fabio Bussonati · Fuori Binario n. 236, Gennaio 2022, pagina 13

Il futuro dell'automobile è ancora tutto da scrivere. Da parte nostra non abbiamo fatto gran che per salvargli l'anima, d'altra parte le finanze scarseggiano e le nostre conoscenze automobilistiche si fermano davanti alle catene da neve... così studieremo le biciclette che sono più a portata di mano. L'automobile con il motore a scoppio intanto è entrata in crisi di identità ed anche noi, che alla macchina ci siamo affezionati come ad uno di famiglia, ne sentiamo già la mancanza.

La nostra fiducia nel progresso è però incrollabile e di un mezzo per lo meno a tre ruote ne abbiamo bisogno per mille motivi, così l'abbiamo immaginata diversa: lo spazio che occupa sembra chiedere un tetto di pannelli fotovoltaici per alimentare motori elettrici montati sulle ruote di dietro, il motore termico che disperde in calore il 65% dell'energia del combustibile può essere convinto con un convogliatore a riscaldare il condominio mentre la dinamo ricarica le batterie; quando l'inverno bussa alle porte e gli impianti solari chinano il capo davanti a giorni troppo corti, basterà accendere la macchina e mentre la dinamo ricarica le batterie sfinite da notti troppo lunghe il motore spingerà l'aria calda fino in casa.

D'estate invece i pannelli danno l'energia sufficiente per andare in giro una ventina di chilometri al giorno, che poi sono i chilometri che fa l'80% del parco automobilistico più o meno circolante; chi deve fare più strada userà il motore endotermico. Se poi stagniamo il vano motore avremo il mezzo giusto per vivere nelle zone alluvionabili che sono sempre di più. L'abitacolo, attrezzato a modino, sarà un rifugio antisismico autosufficiente per due persone.

Con tutte queste cose da fare, invece, un'industria automobilistica senza idee manda a casa centinaia di specialisti dell'automobile e la pubblica amministrazione resta a guardare lo smantellamento di un'industria d'eccellenza, indispensabile alla transizione verso un mondo libero da fossili catene.

In figura: prototipo di veicolo sperimentale che giustifica la sua esistenza con un'adeguata produzione energetica. Il relitto di una barca è stato trasformato in una "scultura metalmeccanica" con produzione di energia dal Sole (420 Watt di picco) che saranno utilizzati a Rusciano di Mondeggi per il frigorifero e la lavatrice. Sono state poi applicate in maniera artistica due biciclette per poterla muovere. Se come veicolo c'è ancora da lavorare parecchio e per l'abitabilità finora c'è solo il tetto, come impianto solare funziona egregiamente. Ciò dimostra che tutti i veicoli possono essere anche mezzi per la produzione di energia. Infine, la barca serve a ricordare che ci aspetta il diluvio.

Pagina 13 del numero 236 Uscito sul numero 236 (Gennaio 2022), a pagina 13. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero