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FIRENZE RIBELLE
La strage dei senegalesi e la risposta di Firenze
Riccardo Michelucci · Fuori Binario n. 235, Dicembre 2021, pagina 11
La strage che avvenne in piazza Dalmazia il 13 dicembre 2011 è stata una delle pagine più nere della storia di Firenze dal Dopoguerra a oggi. Quel giorno maledetto, la sua fama di città tollerante, aperta e dai solidi anticorpi fu spazzata via in poco meno di tre ore da un incubo destinato a scavare un solco indelebile e a lanciare una complessa sfida per il futuro. Da quell'orrore sono passati ormai dieci anni.
Quella tarda mattinata, un cinquantenne militante di estrema destra si presentò al mercato rionale della piazza armato di una pistola 357 magnum e cominciò a sparare contro i primi ambulanti senegalesi che si trovò di fronte. Sotto i suoi colpi caddero Samb Modou, 40 anni, e Mor Diop, 54. Un loro connazionale, il trentasettenne Moustapha Dieng, restò a terra ferito gravemente, ma ancora vivo. Il killer approfittò del caos per scappare a bordo della sua Polo blu e intorno alle 15 fece scoppiare il panico al mercato di San Lorenzo, aprendo il fuoco su un altro gruppo di senegalesi. Ferì gravemente due uomini: il 32enne Mor Sougou e Mbenghe Cheike, di 42 anni. L'assassino decise infine di farla finita, sparandosi un colpo alla gola.
La sua fu una strage a sfondo razzista, frutto di un odio xenofobo lucido e determinato, e Firenze reagì spontaneamente alla tentazione di ridimensionare quell'orrendo crimine a mero fatto di cronaca. Quattro giorni dopo, oltre 20mila persone parteciparono a una bellissima marcia contro la xenofobia e in memoria delle vittime. Ma fin da subito fu chiaro a tutti che per rispondere a quella ferocia non ci si poteva limitare a un abbraccio fraterno e solidale. L'onda della commozione per quella terribile strage razzista e della solidarietà per la comunità senegalese era destinata a protrarsi a lungo. La società civile si attivò spontaneamente organizzando iniziative di raccolta fondi, cene e sottoscrizioni per le famiglie delle vittime. I fondi raccolti furono portati in Senegal per finanziare la ristrutturazione di due scuole nei villaggi d'origine di Samb e Mor.
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Uscito sul numero 235 (Dicembre 2021), a pagina 11. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
