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IL BUON LAVORO
Alla GKN si allarga la lotta e nasce una legge in 8 punti
I lavoratori della GKN scrivono una proposta insieme ai giuristi progressisti. Ora sta allo Stato approvarla
Valentina Baronti · Fuori Binario n. 234, Novembre 2021, pagina 3
"Siamo come la testa di un serpente, che speriamo si allunghi sempre di più in tutta Italia. Quando toglieranno il blocco dei licenziamenti anche per il tessile qui in zona si sentirà il colpo. È il momento di agire".
Non sanno come andrà a finire per la loro fabbrica gli operai della GKN di Campi Bisenzio, che dal 9 luglio occupano lo stabilimento, ma una cosa la sanno bene: l'unica speranza è allargare la lotta. La vittoria del ricorso al Tribunale di Firenze ha riaperto i termini del contenzioso e ributtato la palla al centro. Che cosa hanno ottenuto? Tempo. Il tempo necessario ad intervenire con una legge che blocchi le delocalizzazioni, il tempo per coinvolgere altri settori, altre vertenze, altre proteste. "Il tempo concesso dal Tribunale di Firenze sarà sprecato senza un intervento legislativo" – scrivono sulla loro seguitissima pagina su Facebook. "E noi non lo stiamo chiedendo o supplicando. Noi lo stiamo rivendicando".
Il Governo però non batte un colpo; una bozza di decreto che nessuno ha visto giace sulla scrivania di Mario Draghi. E loro intanto si sono seduti al tavolo con giuristi e avvocati progressisti e hanno buttato giù una legge in otto punti, una legge operaia, dove a tenere il cerino in mano, fino all'ultimo, sono lo Stato e i lavoratori: non si può licenziare senza prima aver informato dettagliatamente sulla condizione reale dell'azienda, senza aver predisposto e attuato un piano alternativo, che coinvolga tutti i lavoratori, anche quelli dell'indotto e dei servizi esternalizzati. Questo piano deve garantire l'occupazione di tutte e tutti, lo Stato e le cooperative di lavoratori della stessa azienda devono avere il diritto di prelazione o, in caso di cessione a un privato, il controllo pubblico sulla solvibilità dei nuovi acquirenti. Se tutto questo non viene rispettato la procedura è illegittima.
Otto punti chiari e definitivi, ben comprensibili, tanto da raccogliere in breve tempo quasi 50mila adesioni online. Mentre il Governo nicchia, la legge operaia approda in Parlamento, grazie alla deputata Yana Ehm del Gruppo Misto e al senatore Matteo Mantero di Potere al Popolo, che hanno presentato una proposta di legge con un nutrito gruppo di parlamentari pronti a sostenerla. Dalla fabbrica occupata alle stanze dei bottoni, sul dorso del serpente che da Campi Bisenzio è arrivato fino a Roma, sostenuto dai cori, dalle bandiere e dai canti di questi combattenti straordinari.
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Uscito sul numero 234 (Novembre 2021), a pagina 3. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero
