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Archivio › Fuori Binario n. 228 · Aprile 2021 › pagina 9

CONSUMI

Ecco le Comunità energetiche

La filiera corta elettrica disponibile per tutti. L'imperativo? Convertire l'attuale sistema. Ecologia e lotta alle povertà.

Mauro Romanelli · Fuori Binario n. 228, Aprile 2021, pagina 9

Molti ormai conoscono i Gruppi di Acquisto Solidale (Gas), realtà in campo da tempo, e molti ne fanno anche parte. Immaginiamo ora di trasferire quel concetto e quello spirito in campo energetico. Mettersi insieme, piccoli produttori autonomi e consumatori di energia - famiglie, negozi, associazioni, circoli, anche istituzioni pubbliche - per produrla e consumarla a filiera corta, senza l'intermediazione di una grande multinazionale, accumulando gli eccessi prodotti in un dato momento, quando ad esempio c'è molta illuminazione e molto vento, per poi scambiarseli al bisogno, secondo le necessità contingenti: questo lo spirito delle comunità energetiche. Davvero molto simile a quello dei Gas, come si può notare. Con la differenza che mentre i Gas sono nati spontaneamente dal basso come meravigliosa idea di emancipazione e di alternativa, anche e soprattutto etica, ad un certo modo di vivere e consumare, e spesso hanno incontrato persino qualche ostacolo dalle leggi e dalle istituzioni, le comunità energetiche sono, per una volta, un'ottima politica promossa ufficialmente nientedimeno che dall'Unione Europea, all'interno della direttiva Red II del 2018, recepita e trasformata in legge recentemente, quindi operativa anche in Italia.

Prosumer anche tu

Questa nuova normativa istituisce la figura del "prosumer", ovvero del "produttore-consumatore" di energia (come è ovvio, si parla di energia esclusivamente di tipo rinnovabile). Prosumer possiamo essere tutti: singoli, unità condominiali, piccole e medie imprese, istituzioni pubbliche, purché installiamo un impianto di produzione di energia rinnovabile. Una volta installato e attivato, possiamo condividere l'energia che produciamo con altre utenze a noi prossime territorialmente (tecnicamente: con altre utenze a valle della nostra stessa cabina di trasformazione), riunendosi in un'associazione specifica, la Comunità energetica, appunto riconosciuta dalla legge, e persino rivendere alla Rete nazionale gli eventuali eccessi di produzione. Per di più per l'energia prodotta da impianti di energia rinnovabile che operano all'interno di una Comunità energetica, è riconosciuta una specifica tariffa incentivante, che può essere cumulata col super bonus 110%, destinato alle ristrutturazioni edilizie che fanno compiere un salto di almeno due categorie energetiche agli edifici.

Sicuro e alla portata di tutti

Si tratta quindi di novità che incoraggiano ognuno di noi ad abbracciare la filosofia dell'energia pulita, della prossimità, e anche dell'efficienza, perché sicuramente questo modello consente meno sprechi e meno dispersioni, rispetto al tradizionale meccanismo verticale e "passivo", in cui l'energia è prodotta in grandi centrali e trasferita alle utenze esclusivamente tramite la Rete nazionale. In un recente articolo dell'ingegner Giovanni Mori, attivista dei Fridays for Future, a proposito dei black out devastanti legati agli eventi di freddo estremo in Texas (eventi causati, benché sembri un paradosso, dal riscaldamento globale), spiega molto bene come il modello della produzione da tante piccole centrali autonome, è più resiliente e capace di tutelarci da questo tipo di disastri, che purtroppo saranno sempre più frequenti.

In nome di Alex Langer

Ma un altro aspetto davvero da non sottovalutare è l'elemento di solidarietà sociale. Combattere la povertà energetica, abbattere le spese per le famiglie più in difficoltà, può essere uno degli effetti benefici di questo nuovo strumento, contribuendo a rendere la conversione ecologica "socialmente desiderabile", come auspicava Alex Langer. E forse non è un caso, che il primo progetto di comunità energetica annunciato in Italia, operativo da aprile, sarà nella periferia est di Napoli, e sarà un progetto di lotta alla povertà, portato avanti da Legambiente e associazioni di solidarietà locali, e che coinvolgerà 40 famiglie a basso reddito. E quando si hanno interessi in comune, viene più facile socializzare: il progetto prevede anche percorsi formativi e ricreativi, per accrescere la consapevolezza delle famiglie protagoniste. Promuovere Comunità energetiche ovunque possibile, per ricostruire, attraverso iniziative concrete che hanno da subito un effetto positivo sulla vita e sul reddito delle persone, una consapevolezza politica eco-socialista. Un ottimo suggerimento per far rinascere dal basso la sinistra e, soprattutto, un po' di speranza.

Pagina 9 del numero 228 Uscito sul numero 228 (Aprile 2021), a pagina 9. Leggi nel PDF · Sfoglia il numero